A Madrid succede di tutto, sempre. Persino le intenzioni rimangono impresse nella pietra: progetti lasciati a metà, testimoni di un’idea che un tempo era. Uno di questi spazi aprirà solo per un giorno per mostrare 150 opere che saranno esposte e messe all’asta all’interno di una spirale di cemento. Si chiama ENEAS, si terrà il 13 novembre ed è un nuovo modo di vivere l’arte contemporanea. I biglietti sono disponibili per un numero limitato di posti.
Questo posto è lo scheletro del progetto incompiuto del Museo dell’Automobile di Torrejón de la Calzada, progettato da Mansilla + Tuñón. Una mole di cemento di 37.000 metri quadrati a forma di cilindro che diventerà un punto di riferimento per i pezzi grossi del collezionismo contemporaneo europeo.
Eneas 2026
Il futuro dell’arte contemporanea in un edificio brutalista
È una mostra? Un’asta silenziosa? È tutto questo e molto di più. ENEAS è organizzato da Saisho e dalla rivista Eneaverso. Circa 150 opere saranno distribuite sulle pareti in cemento, che fungeranno da tela bianca per i 60 artisti partecipanti. Un viaggio circolare alla scoperta e alla riflessione sull’arte contemporanea.

Tutto in questa spirale brutalista verrà montato e smontato in 24 ore. Visto e non visto. Effimero nella forma ma eterno nella conversazione perché, come affermano i creatori dell’esperienza, questa è pensata «per farti scoprire qualcosa. Un artista. Un’idea. Una conversazione. Una persona. Una collezione». La missione è dare inizio proprio qui, prima che in qualsiasi altro luogo, alle riflessioni che segneranno il futuro del collezionismo contemporaneo.
Le opere esposte saranno messe all’asta lo stesso giorno alla presenza di collezionisti, istituzioni, critici, curatori, operatori culturali e artisti del panorama nazionale e internazionale.

ENEAS 2026
Eneas 2026
