Madrid inaugura finalmente quello che promette di essere uno dei suoi grandi quartieri del futuro: Los Berrocales ha già i primi residenti e inizia a prendere forma come un megaprogetto con migliaia di abitazioni previste e milioni di metri quadrati di aree verdi. Quello che fino a poco tempo fa erano solo rendering e progetti nella zona sud-est della città si traduce ora in traslochi reali, condomini che inaugurano la piscina e bambini che giocano nei cortili appena piantumati, nel pieno contesto della crisi immobiliare e dei prezzi alle stelle.
Si tratta di uno dei progetti urbanistici più ambiziosi della capitale: oltre 8 milioni di metri quadrati di superficie, circa 22.000–22.285 alloggi previsti e una forte scommessa sull’edilizia popolare per cercare di alleviare la mancanza di offerta accessibile. La metà delle case è soggetta a qualche regime di tutela pubblica o a prezzi fissati.
Un quartiere pensato in grande (e nel verde)
Al di là dei primi complessi residenziali, Los Berrocales è progettato per essere una potenziale piccola città con un’urbanistica molto pianificata: superisolati per ridurre il traffico, strade più pedonali, piste ciclabili, grandi viali e una potente cintura di aree verdi. Le cifre parlano chiaro: circa il 26,5% del terreno è riservato a aree verdi e spazi liberi, con oltre 2,1 milioni di metri quadrati destinati a parchi, alberi e aree verdi. Sono previsti anche centinaia di migliaia di metri quadrati per usi terziari, uffici e strutture sociali, con l’idea che il quartiere non sia solo un “dormitorio” ma una zona con una propria attività.
Il progetto viene realizzato per fasi: quattro fasi residenziali e due industriali, con la prima fase molto avanzata e pensata per concentrare le prime consegne di alloggi. La Junta de Compensación ha parlato di scadenze che partono a metà di questo decennio e si protraggono per anni, quindi quello che vediamo oggi è solo l’inizio di un quartiere che resterà in costruzione per un bel po’ di tempo. Los Berrocales si aggiunge ad altri grandi progetti nel sud-est come Los Ahijones, Valdecarros, Los Cerros o El Cañaveral, dando vita a una nuova seconda cintura residenziale che punta ad assorbire gran parte della crescita demografica di Madrid.
Trasporto pubblico: tante promesse, poca realtà nell’immediato
Al momento, il quartiere si basa soprattutto sui collegamenti stradali: la A-3, la M-45 e la M-50 circondano il complesso e rendono facile entrare e uscire in auto, ma non altrettanto spostarsi con i mezzi pubblici ogni giorno. La linea 145 dell’autobus è attualmente il mezzo di riferimento per raggiungere la zona, con opzioni di treni suburbani relativamente vicini e la linea 9 della metropolitana come limite nord, anche se non c’è ancora una stazione pienamente operativa all’interno del nuovo complesso residenziale.
La grande promessa è la nuova stazione della linea 9 che servirà Los Ahijones e Los Berrocales, prevista per la fine del decennio e accompagnata da un Bus Rapid lungo la Gran Vía del Sureste, simile a quello già in funzione a Valdebebas. Tuttavia, i comitati di quartiere e le proposte dei cittadini su Decide Madrid insistono sul fatto che, nel frattempo, il quartiere rischia di nascere troppo dipendente dall’auto privata se non si potenziano le linee di autobus e il collegamento con snodi chiave come Alsacia.