La crescita di Madrid non si ferma. Se dal 16960 al 1975 è stato costruito il 60% delle abitazioni dell’attuale Madrid, secondo i dati del Comune, tra il 2025 e il 2030 si stima che se ne aggiungeranno altre 300.000 circa, distribuite in 13 diversi complessi residenziali nella Comunità di Madrid.
Nel sud-est, su un enorme terreno di 19 milioni di metri quadrati a Villa de Vallecas, sta già prendendo forma Valdecarros: il più grande progetto urbanistico in corso in Spagna e uno dei più grandi d’Europa, con oltre 51.000 abitazioni previste e le prime consegne previste per il 2029. Se i tempi saranno rispettati, alla fine di questo decennio inizieranno ad arrivare i primi residenti in un quartiere progettato per ospitare circa 150.000 persone, con il 55% delle case soggette a qualche forma di tutela e il 40% del terreno trasformato in aree verdi.
Valdecarros fa parte della cosiddetta Strategia del Sud-Est, insieme ad altri complessi come El Cañaveral, Los Berrocales, Los Ahijones e Los Cerros, ma gioca in un altro campionato per dimensioni: i suoi 19 milioni di metri quadrati equivalgono, in pratica, a un altro quartiere per Madrid. Il piano prevede 51.656 alloggi, di cui circa il 55% avrà una qualche forma di tutela pubblica (VPO o simili), il che lo rende la più grande riserva di alloggi a prezzi accessibili prevista nella capitale per i prossimi vent’anni.
Il quartiere si articola in otto fasi di sviluppo che verranno realizzate in modo scaglionato per adattare l’offerta alla domanda reale di ogni momento. Più di 5 milioni di metri quadrati di terreno sono di proprietà pubblica (Comune, Comunità di Madrid e Stato), il che permetterà alle amministrazioni di promuovere direttamente più di 18.000 alloggi, molti dei quali a prezzi protetti.
Prime gru e consegne a partire dal 2029

Mentre oggi Valdecarros continua ad essere, agli occhi del madrileno medio, “un grande terreno incolto”, nel sottosuolo e negli uffici il progetto è già in corso. Le prime tre fasi di urbanizzazione, che contano 13.371 abitazioni, hanno un calendario proprio: i lavori di urbanizzazione sono iniziati nel 2021 e la Junta de Compensación prevede l’inizio della costruzione dei primi complessi residenziali tra il 2026 e il 2027.
Con queste tempistiche, e tenendo conto che la costruzione di un edificio residenziale richiede solitamente dai 24 ai 30 mesi,le prime chiavi potrebbero iniziare a essere consegnate tra la fine del 2028 e il 2029. Parliamo di un “primo Valdecarros” di dimensioni approssimativamente equivalenti a un quartiere come Valdebebas, con circa 13.000 alloggi e circa 30.000 potenziali abitanti, appena un quinto di quanto previsto per l’intero progetto.
Parallelamente, la Comunità di Madrid ha annunciato l’intenzione di promuovere 9.000 alloggi pubblici nell’area, di cui 7.000 a prezzo controllato, nell’ambito di un piano volto a far sì che una casa su tre costruita nella capitale fino al 2045 provenga da Valdecarros.
Un altro tratto distintivo del progetto è la sua attenzione al verde. Dei 19 milioni di metri quadrati, circa 7 milioni sono destinati ad aree verdi, il che rappresenta quasi il 40% della superficie totale. Il progetto urbanistico prevede che nessuna abitazione si trovi a più di 200 metri da un parco e prevede la piantumazione di oltre 110.000 alberi come parte del futuro Bosco Metropolitano.
La mobilità interna è pensata per pedoni e ciclisti: il piano generaleprevede oltre 127 chilometri di piste ciclabili e percorsi pedonali, in modo che gran parte degli spostamenti quotidiani (a scuola, al centro sanitario, a fare la spesa) possano essere effettuati senza auto. A questo si aggiungono viali alberati, piazze e assi verdi che collegheranno Valdecarros con il resto dell’Ensanche de Vallecas e con i grandi corridoi ambientali del sud-est.
Servizi, lavoro e vita di quartiere
L’intenzione sia del Comune che della stessa società promotrice è che Valdecarros non diventi una città-dormitorio. Secondo la pianificazione, il quartiere avrà asili, scuole elementari, scuole superiori, centri sanitari, ospedali, impianti sportivi, zone per uffici, centri commerciali e negozi di prossimità, oltre a spazi per nuove attività industriali leggere. In totale,sono riservati 462.000 metri quadrati a uso commerciale, di cui 175.000 saranno in locali al piano terra, il che punta a un modello di strade vivaci con negozi e bar di quartiere al di là dei grandi centri.
L’entità degli investimenti dà anche un’idea dell’impatto economico: solo per l’urbanizzazione e le prime fasi si calcolano oltre 1,8 miliardi di euro di investimenti privati, ai quali si aggiungono circa 7,6 miliardi previsti per l’insieme delle abitazioni e delle infrastrutture pubbliche nei prossimi vent’anni. Si creeranno migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti nell’edilizia, nei servizi e nel commercio, rafforzando il ruolo del sud-est come nuovo polo di crescita di Madrid.
Collegamenti con il resto della città
Anche se i dettagli delle infrastrutture di trasporto continueranno a essere perfezionati, alcuni elementi sono già chiari: Valdecarros si appoggerà ai prolungamenti della M-45 e della M-31 e avrà collegamenti diretti con la A-3 e la M-50, oltre a una rete interna pensata per distribuire il traffico senza creare colli di bottiglia. Il piano prevede anche il potenziamento del trasporto pubblico: nuovi snodi, ampliamenti delle linee di autobus, integrazione con la rete ferroviaria suburbana e possibili estensioni della metropolitana in base alla domanda.
Il nuovo complesso di Valdecarros si baserà soprattutto sulla stazione di Valdecarros già esistente sulla linea 1 e su una futura rete ancora in fase di studio: il piano ufficiale parla di quella L1 come colonna portante, di una nuova linea della metropolitana che il Consorzio Regionale dei Trasporti sta analizzando e di un possibile treno leggero internolungo la Gran Vía del Sureste, ma al momento non ci sono lavori appaltati né date definite per nuove stazioni specifiche all’interno dell’area.
Le voci critiche —soprattutto le associazioni di quartiere e i collettivi del sud-est— sottolineano proprio questo: temono che le prime 10.000–13.000 abitazioni arrivino prima che vengano costruite nuove infrastrutture ad alta capacità, denunciano che tutto si affidi a una linea 1 già molto congestionata e a una generica promessa di futuri ampliamenti, e chiedono impegni concreti (bilanci, progetti e scadenze) affinché Valdecarros non ripeta lo schema di altri PAU dove la metropolitana ha impiegato anni per stare al passo con la crescita del quartiere.