Il Comune di Madrid ha confermato che non restituirà i soldi delle multe della Zona a Basse Emissioni (ZBE) annullate dai tribunali, nonostante la recente decisione della Corte Suprema che lascia in sospeso più di tre milioni di sanzioni.
La vicesindaca Inma Sanz ha ribadito che il Comune non rimborserà d’ufficio gli importi riscossi per le multe ZBE colpite dalla nullità giudiziaria. L’argomento principale è che la sentenza della Corte Suprema «non ha effetto retroattivo», quindi, secondo la sua interpretazione, riguarda solo i procedimenti ancora in corso e non le sanzioni già pagate e definitive. Il Comune si basa sulla giurisprudenza generale in materia di traffico per sostenere che non è obbligato a riesaminare in massa i fascicoli chiusi.
Cosa ha deciso la Corte Suprema sulla ZBE

La Corte Suprema ha respinto il ricorso del Comune di Madrid e ha reso definitiva la sentenza del Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid (TSJM) che annullava diversi articoli dell’Ordinanza sulla Mobilità che definivano l’ambito della ZBE della capitale. Questo comporta la nullità parziale del quadro giuridico su cui si basavano le sanzioni e apre la strada alla contestazione della validità di oltre 3,3 milioni di multe emesse tra il 2021 e il 2025, per un importo che si aggira intorno ai 650 milioni di euro. La Corte Suprema ritiene che il Comune non abbia dimostrato un “interesse cassatorio” sufficiente, pertanto l’annullamento del TSJM è definitivo e non ammette più nuovi ricorsi.
Le associazioni di automobilisti, come l’AEA, sostengono che la nullità dell’ordinanza dovrebbe tradursi nell’annullamento delle sanzioni e nella restituzione del denaro riscosso. Chiedono che il Comune blocchi l’iter dei procedimenti aperti e metta in atto una procedura per rimborsare le somme versate, ritenendo che si sia verificato un “danno patrimoniale” a carico degli automobilisti. Tuttavia, il Comune ribadisce che non ci saranno rimborsi automatici di massa e che qualsiasi reclamo dovrà essere gestito caso per caso, tramite ricorsi amministrativi o contenziosi amministrativi.
La nuova ordinanza e le multe d’ora in poi
Nel marzo 2026 Madrid ha approvato una nuova Ordinanza sulla Mobilità, attualmente in vigore, che ridefinisce la ZBE e cerca di correggere i vizi giuridici rilevati nella normativa precedente. Le restrizioni ai veicoli più inquinanti restano in vigore, così come il regime sanzionatorio: entrare senza autorizzazione nella ZBE è considerato un’infrazione grave, con multe standard di 200 euro, solitamente ridotte al 50% in caso di pagamento immediato. In altre parole, la sentenza non elimina né le restrizioni né le sanzioni attuali, ma riguarda l’inquadramento giuridico della fase precedente e il dibattito sulle multe già emesse.
Chi ha una vecchia multa legata agli articoli annullati può provare a presentare un reclamo, invocando la nullità dell’ordinanza su cui si basava la sanzione. In generale, la procedura prevede di presentare ricorso per revisione o osservazioni in sede amministrativa entro i termini previsti e, se respinti, di ricorrere al contenzioso amministrativo in tribunale. Nel caso di sanzioni già definitive e pagate, gli esperti consigliano di valutare la possibilità di chiedere la restituzione delle somme indebitamente versate, anche se questo richiederà probabilmente cause individuali o azioni collettive promosse da associazioni di automobilisti.