Martedì il Governo ha approvato due decreti legge reali con nuove misure in materia di alloggi che incidono direttamente sul mercato degli affitti. Tra le novità annunciate ci sono la possibilità di prorogare alcuni contratti di due anni, una maggiore tutela contro gli sfratti, nuove regole per gli affitti stagionali e per stanza e limitazioni all’acquisto di immobili da parte di alcuni fondi di investimento.
C’è però un punto importante: non si tratta di un unico decreto, ma di due testi diversi, ed entrambi dovranno ora superare l’iter parlamentare.
Alcuni contratti di affitto potranno essere prorogati di due anni
Il primo dei decreti prevede una proroga straordinaria per i contratti di affitto della residenza principale attualmente in vigore e che scadono prima del 31 dicembre 2028.
In questi casi, il contratto potrà essere prorogato con proroghe annuali per un massimo di due anni in più.
Non sarà una proroga completamente automatica per tutti gli inquilini. Tra le condizioni previste durante la negoziazione c’è quella che l’inquilino sia in regola con il pagamento dell’affitto e lo sia stato negli otto mesi precedenti.
Il rinnovo automatico dei contratti di affitto è previsto in un altro decreto
La misura che potrebbe portare a un cambiamento più profondo nella durata dei contratti è stata finalmente separata dal resto.
Un secondo decreto legge reale prevede specificamente il rinnovo automatico dei contratti di locazione della residenza abituale una volta raggiunta la data di scadenza.
L’obiettivo è che la scadenza del contratto non implichi necessariamente che l’inquilino debba lasciare l’alloggio o firmare un contratto completamente nuovo. Il Governo ha comunque annunciato che ci saranno delle tutele per quei casi in cui il proprietario abbia bisogno di riottenere l’immobile.
I dettagli specifici dipenderanno dal testo definitivo pubblicato sul BOE.
La tutela contro determinati sfratti sarà in vigore fino al 2030
Il primo decreto proroga inoltre fino al 31 dicembre 2030 le misure straordinarie che consentono di sospendere determinati procedimenti di sfratto quando riguardano famiglie in situazione di vulnerabilità economica e prive di un’alternativa abitativa.
Non si tratta, quindi, di un blocco totale degli sfratti. La misura si limita ai casi che soddisfano i requisiti stabiliti dalla normativa.
Nuove regole per gli affitti stagionali e per camera
Un’altra novità riguarda due tipologie che hanno acquisito grande importanza in città come Madrid: gli affitti stagionali e quelli per singola stanza.
Il decreto prevede di regolamentare in modo specifico i contratti a tempo determinato, per richiedere che ci sia un motivo che giustifichi tale temporaneità ed evitare che questa formula venga usata per sostituire l’affitto della propria abitazione principale.
La normativa si estenderà infine anche ai contratti in cui viene affittata solo una stanza. I dettagli di entrambe le misure saranno definiti nel testo completo della norma.
Limiti all’acquisto di immobili da parte di determinati fondi
Il pacchetto approvato dal Consiglio dei Ministri stabilisce inoltre un divieto, fino al 2028, per determinate operazioni di acquisto di immobili da parte di fondi di investimento quando hanno carattere speculativo.
Il Governo dovrà ancora definire giuridicamente quali operazioni e società saranno incluse in questa restrizione.
Una misura che era stata presa in considerazione durante le trattative ma che alla fine non compare nei decreti è l’espropriazione delle abitazioni di proprietà dei fondi di investimento.
L’ultima parola spetta ora al Congresso
L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri non chiude il processo.
Il Governo ha richiesto una seduta plenaria straordinaria del Congresso questo venerdì per votare l’approvazione dei due decreti legge separatamente.
Questo significa che uno potrebbe essere approvato dalla Camera e l’altro no. Fino ad allora, e in attesa di conoscere integralmente i testi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (BOE), alcune delle condizioni specifiche potrebbero ancora cambiare o essere escluse se uno dei decreti non venisse approvato.