Non possiamo parlare dei concerti di aprile a Madrid senza menzionare Rosalía, nonostante le 4 date (30 marzo, 1, 3 e 4 aprile) siano esaurite da mesi. Né possiamo farlo senza dare un bacio al cielo a nome di Er Migue e di questo omaggio sotto forma di concerto dei Los Deliqüentes (anche loro con il cartello “tutto esaurito”) per il 25° anniversario de El sentimiento garrapatero portato dai fiori.
Ma per fortuna ci sono ancora biglietti per una delle date dei Bad Gyal e per tanti altri concerti che vanno dal grindcore dei Full of Hell, al flamenco reinventato di Queralt Lahoz o alle melodie di Nacho Vegas. L’agenda della musica dal vivo si presenta così questa primavera:

Poche cose sono belle come l’inizio di Total Euphoria. Un sussurro, quasi una ninna nanna, poi le chitarre diventano sempre più veloci, sempre più dense e costruite… e BAM, la batteria. Forse questo brano è un buon esempio di ciò che i Caroline sono: la dolcezza, i testi costruiti, le melodie in crescendo, complesse e corali. Il Primavera Tours dice che le Caroline sono un segreto che si sta svelando, lasciando il circuito londinese per toccare finalmente il mondo. Dovete andare a vederle. È il momento giusto.

Esiste il country-folk australiano? Esiste Steph Strings, quindi la risposta è sì: è voce e archi, ma anche armoniche e paesaggi sonori che ci portano nella natura selvaggia del suo paese.
Laura Pausini (6 aprile)

Lei, eterna, diva. Se n’è andata, se n’è andata… ma non se n’è mai andata e c’è sempre stata: arriva a Madrid nel bel mezzo del suo Yo Canto World Tour 2026, una tournée che parte dalla sua Italia, prosegue in Spagna e arriva in America Latina.

Pensiamo che il filosofo Zygmunt Bauman sarebbe d’accordo nell’applicare il termine “liquido” a questa band. Nella musica dei Tame Impala non ci sono certezze, cosa vuol dire? Ci sono recessi insondabili della coscienza che si risvegliano in melodie letargiche che sono puro acido che danza in canzoni pop che sconvolgono la mente. Il quinto album della band sarà presentato dal vivo il 7 aprile a Madrid. Fortunati noi.

Marquitos era ODDLIQUOR e ora è di nuovo Marquitos. Il madrileno mescola R&B, trap, pop e qualsiasi altra cosa su cui possa mettere le mani senza fare storie. In questa nuova-vecchia fase, rappresentata nel singolo Mis ídolos están en mi casa, riporta in tavola i suoni urbani che lo caratterizzano.
Bad Gyal (11, 12 e 14 aprile)

Correte, ci sono ancora biglietti per il 14 aprile! Alba è, come direbbero i galiziani, “chegar e encher”. Sta toccando il cielo con il perreo e la dancehall: Bad Gyal mette tutta la carne sulla griglia senza tralasciare la protesta e la denuncia. Dopo il debutto con La Joia, presenterà il suo nuovo album (ancora in lavorazione) con tre date nella capitale.

Il grindcore non è per tutti. Soprattutto non per questa band della Pennsylvania, che concepisce la vita come concepisce la musica: sempre piena e sempre strappata. Saranno accompagnati da The Body, Jarhead Fertilizer e JAD (ovvero caffè per bevitori di caffè).

Il nulla del deserto è una bugia: ha le sue melodie, ecosistemi infiniti, un movimento incessante di sabbie che non smettono mai di creare paesaggi diversi secondo dopo secondo… e i Tuareg che compongono il cosiddetto desert blues. I Tinariwen chiamano la loro musica assuf, cioè nostalgia o malinconia in Tamasheq (la lingua berbera), un mix di rock psichedelico, suoni sahariani, blues e rock. Una delle cose più interessanti che arriveranno a Madrid nel 2026.

HENS presenta Una mudanza, il nuovo album di questo autore che non rientra né nel rock né nel pop. Ma possiamo inserirlo nella piccola scatola dell’onestà e della sincerità senza abbandonare il sapore alternativo che lo caratterizza.
Abraham Cupeiro (19 aprile)

Abraham Cupeiro è un musicista e musicologo con un obiettivo profondamente restaurativo: recuperare vecchi strumenti e riportarli in vita facendoli suonare. Nel suo nuovo spettacolo, intitolato Loira (in omaggio alla sua cagnolina), esplora la ricchezza del meticciato: storie nomadi e gitane dell’Europa dell’Est, ma anche di New York e, perché no, di Madrid. “La loira è stata abbandonata, come molti degli strumenti che uso. Sono uno di quelli che crede che nello sguardo di un animale si nasconda quello che a noi umani manca tanto per raddrizzare la rotta. C’è tenerezza, fedeltà, silenzio e verità. Ed è per questo che questo album porta il suo nome. Perché è, come lei, un misto di memoria, tenerezza e resistenza”.

È un viaggiatore nato. Ama suonare in luoghi remoti con suoni organici che si mescolano alle sue creazioni. Jan Blomqvist passa dal deserto del Mojave o dal lago Lemuria alla sala Mon per dispiegare la sua house emozionale e la sua euforia ritmica.

Il cantautore asturiano Nacho Vegas è tornato in studio per creare il suo nono album in studio, che presenterà il prossimo aprile a Madrid: Vidas Semipreciosas. Tra queste “semi-preziosità”, che usciranno a gennaio in formato fisico, troviamo il singolo Alivio, una canzone in cui riflette sull’edonismo come consolazione, sulla ricerca della bellezza e sul rifugio in altri paradisi.

Dopo aver lasciato una forte impressione quest’estate all’Azkena Rock Festival con un live show travolgente e pieno di nervi, Laurie Wright annuncia un tour nazionale per l’aprile 2026, in cui presenterà per la prima volta nei nostri locali il suo esplosivo punk, pub rock, rhythm & blues e soul con una marcata eredità mod ed echi di britpop.
Fiore d’osso (29 aprile)

Post-hardcore screamo, melodie complesse, chitarre distorte, batteria indemoniata e una voce che urla, strepita, piange e declama. Da anni i Boneflower calcano con forza i palchi di tutto il mondo e ora stanno vivendo un momento di dolcezza. Hanno accompagnato band come i Touché Amoré e, finalmente, volano da soli e più forti che mai.

Queralt Lahoz torna sul palco con FAVOROSA TOUR, il tour di presentazione del suo secondo album, 9:30PM, un lavoro in cui consolida una voce unica all’interno della scena attuale. Con una proposta che incrocia flamenco, soul, hip hop e ritmi latini, collegando tradizione e presente.