Il treno sepolto sotto Móstoles e Navalcarnero si muove di nuovo, almeno sulla carta. Quindici anni dopo l’interruzione dei lavori e l’accecamento delle gallerie sotto l’area urbana, il Ministero dei Trasporti ha attivato il primo passo formale per il salvataggio del prolungamento della linea suburbana C-5 fino a Navalcarnero, con un orizzonte temporale che alcune fonti collocano intorno al 2028 se tutto si incastra in termini di scadenze e budget.
Il progetto è nato nel 2009 come grande impegno della Comunità di Madrid: 15 chilometri di nuovi binari, sette stazioni e un costo stimato di 369 milioni perché le Cercanías arrivino da Móstoles a Navalcarnero, passando per Arroyomolinos. I lavori sono iniziati nel 2010 con gallerie scavate sotto Móstoles e strutture di superficie a Navalcarnero, ma il concessionario OHL ha interrotto i lavori nello stesso anno e il progetto è stato portato in tribunale e abbandonato. Da allora, rimangono chilometri di infrastrutture sotto terra a Móstoles e in bella vista a Navalcarnero che non hanno mai visto passare un treno.
Nei giorni scorsi, il Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile, guidato da Óscar Puente, ha deciso di prendere l’iniziativa e ha indetto una gara d’appalto per lo studio di fattibilità per il completamento del collegamento, che finora la Comunità di Madrid sosteneva dovesse essere risolto. L’appalto, che comprende un’analisi dello stato reale delle opere eseguite, dei costi per terminarle e dell’impatto sulla mobilità del corridoio sud-ovest, è una condizione essenziale per la successiva stesura di un nuovo progetto di costruzione e per la ricerca di finanziamenti.
Il ministro ha spiegato in X che lo studio del prolungamento della C-5 fino a Navalcarnero è dovuto al fatto che si tratta di un corridoio con un “grande potenziale di crescita” di cui beneficerebbero circa 250.000 persone in comuni come Arroyomolinos, Sevilla la Nueva, Cenicientos o Navas del Rey, che oggi dipendono quasi esclusivamente dall’auto o dagli autobus fino a Móstoles per collegarsi alla rete ferroviaria.
Per poter procedere, il Governo centrale ha chiesto alla Comunità tutta la documentazione tecnica dell’opera originaria e il trasferimento dell’infrastruttura già costruita, che è ancora di proprietà della Regione Autonoma. Il Ministero vuole sapere con precisione cosa è stato eseguito, quale grado di deterioramento presenta dopo oltre un decennio di fermo e quanto costerebbe completare il tracciato per incorporarlo nella rete suburbana statale.
Perché si parla del 2028?
Né il Ministero né l’Adif hanno fornito una data ufficiale di inaugurazione, ma il calendario stesso ci permette di capire perché si parla del 2028 come orizzonte ragionevole se non ci sono nuovi blocchi. A grandi linee, il calendario è il seguente:
- 2026-2027: redazione dello studio di fattibilità, ispezioni in loco, aggiornamento dei costi e definizione delle alternative tecniche.
- Approvazione ambientale e amministrativa del nuovo progetto e appalto dei lavori di completamento.
- 2-3 anni di lavori per completare la piattaforma, le stazioni, gli impianti ferroviari e il materiale rotabile, sfruttando quanto recuperabile dai vecchi lavori.
In scenari ottimistici, l’entrata in servizio avverrebbe intorno al 2028, soprattutto se le fasi di progetto e di esecuzione si sovrapporranno, ma tutto dipenderà dall’assenza di risorse, di sforamenti dei costi e di cambiamenti dei criteri politici lungo il percorso.
Cosa significherebbe per Móstoles, Arroyomolinos e Navalcarnero?
Se il treno sepolto venisse resuscitato, il salto di qualità per la mobilità del sud-ovest sarebbe notevole. Móstoles passerebbe da capolinea della C-5 a snodo verso Arroyomolinos e Navalcarnero, con quattro nuove stazioni a Móstoles, una ad Arroyomolinos e due a Navalcarnero secondo il progetto originale. Per gli abitanti della zona, questo significa poter raggiungere Atocha o Sol con le Cercanías, senza dover cambiare autobus o fare lunghi viaggi sulla A-5 o sulla R-5, in una zona con una popolazione in continua crescita.
La messa in funzione del corridoio costringerà a riorganizzare gli accessi, i parcheggi e le linee di autobus dalle altre città circostanti, che potrebbero utilizzare le nuove stazioni come porta di accesso alla rete ferroviaria. E, soprattutto, chiuderebbe una ferita simbolica: quella di un’infrastruttura sepolta sotto Móstoles che per quindici anni è stata sinonimo di promesse non mantenute e di denaro pubblico sepolto in attesa di tempi migliori.