Majadahonda, a nord-ovest della Comunità di Madrid, si prepara a una svolta urbanistica: il Comune ha approvato due nuovi complessi residenziali per un totale di 1.257 alloggi, di cui più della metà saranno soggetti a qualche forma di tutela. Questa iniziativa arriva nel bel mezzo della tempesta dei prezzi delle case a Madrid e si aggiunge ad altri progetti già in corso, fino a configurare una “nuova Majadahonda” con più di 1.800 case progettate in appena due anni.
Il cuore del piano sono Huerto del Parrito e Valles de la Mina, situati nei pressi del cimitero e destinati a segnare la crescita della città nei prossimi anni. Tra i due, ci saranno 648 alloggi a Huerto del Parrito e 609 a Valles de la Mina, secondo la documentazione urbanistica approvata in seduta plenaria dal Consiglio comunale. La chiave politica sta nella ripartizione: oltre il 50% delle case previste sarà costituito da alloggi popolari (VPO o simili), una percentuale che lo stesso Comune presenta come risposta alla difficoltà dei giovani e delle famiglie di rimanere a vivere nel comune.
Accanto ai condomini, sono previsti nuovi locali commerciali al piano terra, servizi di prossimità e spazi pensati per l’attività economica, in modo che a medio termine questi sviluppi possano rafforzare l’asse dei servizi nei dintorni del cimitero e collegare meglio Majadahonda con i comuni limitrofi della zona ovest dell’area metropolitana.
La nuova Majadahonda

L’impulso approvato ora non parte da zero, ma si basa su un’altra operazione precedente: il progetto noto come Arroyo del Arcipreste, autorizzato nel 2025. In quell’area sono previste 618 abitazioni aggiuntive, di cui 353 saranno a prezzo controllato, il che ha già messo Majadahonda nel mirino dei nuovi progetti residenziali della corona nord-occidentale. A questa cifra vanno aggiunte le180 abitazioni sociali della Comunità di Madrid nel lotto R08, già in costruzione, destinate preferibilmente a famiglie vulnerabili e con affitto agevolato.
L’annuncio arriva dopo anni di critiche alla “paralisi” urbanistica di Majadahonda, con terreni in attesa di essere sviluppati e un’offerta di nuove abitazioni scarsa a fronte di una domanda in aumento. I gruppi dell’opposizione avevano chiesto di accelerare questi piani per evitare che il comune diventasse un territorio inaccessibile per gran parte della sua stessa popolazione, specialmente i giovani che sono costretti a trasferirsi in altri comuni più accessibili.
Più case significano anche più auto, più bisogno di trasporti pubblici e più pressione su scuole, centri sanitari e servizi di quartiere. Alcuni comitati di quartiere e gruppi dell’opposizione hanno già avvertito che la crescita residenziale deve essere accompagnata da un chiaro potenziamento delle infrastrutture, dai collegamenti stradali ai miglioramenti della rete ferroviaria suburbana, degli autobus o delle piste ciclabili.