A circa 50 chilometri da Madrid, una fortificazione in cemento armato ti permette di avvicinarti a uno dei capitoli più recenti della storia della Spagna. Si tratta del Blockhaus-13, situato a Colmenar del Arroyo, un bunker costruito negli ultimi mesi della Guerra Civile che oggi fa parte dei luoghi visitabili legati al conflitto nella Comunità di Madrid.
Secondo l’Associazione Spagnola degli Amici dei Castelli, la costruzione fu rapida: i lavori iniziarono alla fine del 1938 e terminarono nel febbraio del 1939, in un arco di tempo di circa due mesi. Il risultato fu una struttura di circa 160 metri quadrati, organizzata attorno a un corpo principale di dieci metri di diametro e a quattro postazioni secondarie collegate ad esso.
Il bunker si trova a circa due chilometri a nord-est del centro abitato di Colmenar del Arroyo, nelle vicinanze del chilometro 33,670 della strada M-510, che collega il comune a Navalagamella. Questa vicinanza permette di organizzare la visita come un’escursione a piedi partendo dal paese, con un percorso totale di circa quattro chilometri.
Perché fu costruito dopo la battaglia di Brunete
Per capire il Blockhaus-13 bisogna tornare indietro alla stabilizzazione del fronte a ovest di Madrid. Colmenar del Arroyo era stato occupato dall’esercito ribelle nel novembre del 1936 e divenne un’area di accantonamento delle truppe al servizio della prima linea. Due anni dopo, i comandanti ordinarono di rafforzare la difesa delle principali strade della regione.
La battaglia di Brunete, combattuta tra il 6 e il 25 luglio 1937, è una delle più importanti e sanguinose della regione. Tuttavia, il bunker appartiene a una fase successiva: quella di preparare posizioni in grado di frenare un possibile nuovo attacco da parte del governo legittimo e di controllare le vie di comunicazione con un numero ridotto di effettivi. È proprio questa funzione a spiegare sia la sua ubicazione che il suo design.
Quattro postazioni per sorvegliare l’intera zona circostante
La particolarità del Blockhaus-13 si nota nella sua pianta. Il corpo principale, di dieci metri di diametro, comunica con altri quattro nidi di dimensioni più ridotte. Le sue feritoie, ovvero le aperture destinate all’osservazione e al tiro da una posizione protetta, permettevano di controllare il terreno circostante in tutte le direzioni.
La struttura occupa circa 160 metri quadrati e sporge di poco più di due metri dal terreno. Non è una costruzione particolarmente alta: il suo interesse sta nella distribuzione degli spazi, nell’uso del cemento armato e nella capacità di organizzare la difesa da diverse postazioni collegate tra loro. La Comunità di Madrid la considera uno degli esempi più significativi di architettura militare della Guerra Civile nella regione e l’ha dichiarata Bene di Interesse Culturale.
Il nome rimanda anche a una tradizione difensiva precedente. Il termine tedesco «blockhaus» fu adottato dai francesi durante la Prima Guerra Mondiale per descrivere le costruzioni in cemento armato sorte dopo la stabilizzazione del fronte occidentale. A Colmenar del Arroyo, quel modello fu adattato alle esigenze di sorveglianza e difesa delle strade del fronte madrileno.
L’unico completato di una rete di 18 fortini
Il numero 13 non è una scelta casuale, dato che il bunker faceva parte di una rete difensiva più ampia. La Comunità di Madrid sottolinea che inizialmente erano state progettate 18 fortificazioni di questo tipo e che, sebbene diverse fossero in costruzione alla fine di dicembre del 1938, solo il Blockhaus-13 è stato effettivamente completato.
La realizzazione fu affidata alla 2ª Compagnia del 7° Battaglione dei Genieri. È uno degli aspetti che rendono questo sito particolarmente prezioso: oltre a conservare la struttura, si conoscono dati precisi su chi lo ha costruito e sul contesto in cui è stato progettato. La fine della guerra, il 1° aprile 1939, accelerò l’abbandono dei lavori negli altri fortini.
Secondo l’Associazione Spagnola degli Amici dei Castelli, il bunker non è mai stato utilizzato in combattimento.