Domenica 25 ottobre, alle tre del mattino, gli orologi torneranno a segnare le due. La Spagna tornerà all’ora solare, ma continuerà a mantenere una particolarità che si trascina da 86 anni: Madrid ha la stessa ora di Berlino, nonostante si trovi molto più vicina al meridiano di Greenwich.
La spiegazione va cercata nel 1940, durante la dittatura di Francisco Franco, quando fu deciso di anticipare di un’ora gli orologi spagnoli. Una decisione che finì per diventare definitiva.
Perché la Spagna ha lo stesso fuso orario della Germania?
Fino ad allora, la Spagna peninsulare utilizzava come riferimento l’ora di Greenwich, la stessa che oggi mantengono il Regno Unito e il Portogallo.
Il 16 marzo 1940, il governo franchista anticipò gli orologi di 60 minuti tramite un decreto pubblicato sul BOE. Il documento giustificava la decisione con l’opportunità di armonizzare l’ora spagnola con quella di altri paesi europei.
Sebbene quella misura venga spesso associata alla volontà di Franco di allinearsi con la Germania nazista, non esistono prove documentali conclusive che confermino tale motivazione. L’astronomo Pere Planesas, che ha studiato la storia dell’ora ufficiale spagnola, ha messo in discussione questa interpretazione.
La misura del 1940 fu presentata come temporanea, ma l’ora precedente non fu mai ripristinata. Da allora, la penisola e le Baleari condividono con Berlino il fuso orario dell’Europa centrale: UTC+1 in inverno e UTC+2 in estate. Le Canarie mantengono un’ora in meno.
Sarà l’ultimo cambio di orario?
Anche se il 25 ottobre 2026 è l’ultima data inclusa nel calendario pubblicato sul BOE spagnolo nel 2022, questo non significa che il cambio di orario stagionale scomparirà.
Infatti, la Commissione Europea ha già pubblicato nel marzo del 2026 un nuovo calendario con i cambiamenti di orario previsti fino al 2031. Finché la normativa europea non verrà modificata, gli orologi continueranno ad essere spostati avanti a marzo e indietro a ottobre.