Dopo un anno intenso con proposte espositive di grande impatto – con nomi come Maruja Mallo, Robert Capa o Matisse – Madrid si prepara ad accogliere a braccia aperte una nuova ed entusiasmante stagione di mostre per tutto il 2026 in cui sono coinvolti musei, gallerie, centri culturali e fondazioni.
Anche se alcune delle mostre più importanti inaugurate nel 2025 continueranno ad accompagnarci nel 2026, ci concentreremo qui su quelle che apriranno il prossimo anno. E, da quanto si sa al momento, sembra che un denominatore abbastanza comune – ma non l’unico – sarà l’impegno nella scoperta di artisti o temi poco noti al grande pubblico.
1. Hammershøi. L’occhio che ascolta

© Galleria Nazionale di Finlandia / Hannu Aaltonen
Nel 2026 il Thyssen dedicherà una mostra al pittore danese Vilhelm Hammershøi (1864-1916), la prima retrospettiva di questo artista in Spagna. I quasi 100 dipinti che compongono la mostra permetteranno al pubblico di avvicinarsi ai temi e ai motivi ricorrenti della sua opera: dagli interni attraenti e intriganti al ruolo della moglie, Ida Ilsted, nel suo processo creativo.
Tutti i suoi dipinti, inoltre, sono caratterizzati dal terreno sfuggente dell’ambiguità, probabilmente una delle caratteristiche che rende così affascinante cercare di capire e interpretare il loro significato anche a più di 100 anni dalla sua morte.
📍Luogo: Museo Nacional Thyssen-Bornemisza (paseo del Prado, 8)
🗓️ Date: dal 17 febbraio al 31 maggio 2026
2. Io sono Assurbanipal, Re del Mondo, Re d’Assiria

Attraverso più di 150 oggetti della collezione del British Museum, la mostra fa rivivere la complessa e sfaccettata figura di Assurbanipal, il re che governò il grande impero assiro tra il 669 a.C. e il 631 a.C..
Dall’addestramento militare all’ambizione di riunire tutte le conoscenze esistenti nel suo palazzo, questa mostra salva dall’oblio uno dei re più importanti della storia, nonché il patrimonio culturale di quello che un tempo era il più grande impero del mondo.
📍Sede: CaixaForum Madrid (Paseo del Prado, 36)
🗓️ Date: dal 9 aprile al 4 ottobre 2026
3. Anders Zorn. Viaggiando per il mondo, ricordando la Terra

Dipinse di tutto, dai personaggi dell’alta società come i re e le celebrità del suo tempo alla vita quotidiana del popolo svedese, dai nudi femminili alle scene andaluse, e la sua amicizia con Joaquín Sorolla lasciò il segno sul suo lavoro – che non a caso è uno dei pittori luministi di fine secolo.
L’opera dello svedese Anders Zorn (1860-1920) è la carriera di un artista umile in costante evoluzione – nei temi e negli stili – che è riuscito a ritagliarsi uno spazio sulla scena europea grazie al suo virtuosismo.
📍Luogo: Sala Recoletos Fundación MAPFRE (Paseo de Recoletos, 23)
🗓️ Date: dal 19 febbraio al 17 maggio 2026
4. Helen Levitt

Parallelamente alla mostra precedente, nel 2026 la Sala Recoletos ospiterà anche una mostra fotografica dedicata alla fotografa Helen Levitt, che fin dagli anni Trenta ritrasse con la sua macchina fotografica il fascino della vita instancabile delle strade di New York.
Le quasi duecento immagini che compongono la mostra ricostruiscono la visione poetica e personale di Levitt attraverso scene come i giochi dei bambini, i gesti quotidiani e le scene popolari di quartiere.
📍Sede: Sala Recoletos Fundación MAPFRE (paseo de Recoletos, 23)
🗓️ Date: dal 19 febbraio al 17 maggio 2026
5. Ana Locking. Nostalgia e utopia

Questa retrospettiva copre oltre due decenni di creazione della stilista attraverso più di 160 capi. La spina dorsale della mostra è la moda come disciplina che non rimane solo sul piano estetico, ma si articola come un discorso “narrativo, emotivo e politico” che si muove tra nostalgia e utopia ed è impegnato nel proprio tempo.
📍Luogo: Sala Canal de Isabel II (Calle Santa Engracia, 125)
🗓️ Date: dal 4 marzo al 12 luglio 2026
6. La transizione estetica. Spagna, 1960-2020

Una mostra sulle mostre. Come una sorta di meta-mostra, questa esposizione riflette sull’atto di esporre nel nostro Paese in un momento di molti cambiamenti: l’apertura al mondo esterno della dittatura negli anni Sessanta, la transizione alla democrazia che ha permesso l’arrivo – con 30 anni di ritardo rispetto al resto del mondo occidentale – dell’arte contemporanea e internazionale, e i più recenti cambiamenti nella cultura visiva degli ultimi decenni.
📍Sede: Fundación Juan March (Calle Castelló, 77)
🗓️ Date: dal 16 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027
7. Wunderkammer

La parola wunderkammer deriva dal tedesco e significa “camera delle meraviglie”: si riferisce a collezioni di oggetti curiosi e, a partire dal gennaio 2026, si riferirà anche alla mostra di Ana Juan, un riferimento internazionale nel mondo del disegno, con cui il CentroCentro aprirà la sua stagione.
Attraverso le sue creazioni, l’artista cerca di mettere ordine nel mondo caotico in cui viviamo con esseri e figure immaginarie che, a seconda di chi le guarda, possono avere un significato o un altro.
📍Luogo: CentroCentro (Plaza de Cibeles, 1)
🗓️ Date: dal 29 gennaio al 3 maggio 2026
8. Lola Lasurt. Prove di canto profondo
La danza e il corpo possono riflettere il dolore di un popolo? Deep Song e Immediate Tragedy, coreografie ispirate a Lorca create nel 1937 da Marta Graham dopo l’esposizione alle fotografie della guerra civile spagnola, ne sono la prova. Decenni dopo, l’artista visiva Lola Lasurt ricostruisce pittoricamente questa danza: le tensioni, le cadute e il contatto permanente con il suolo o ciò che il corpo di una donna sopporta.
Inoltre, porta questa danza nel presente attraverso un video proiettato a livello del suolo in cui la si vede cercare di capire la danza dal proprio corpo, prima di poterla dipingere.
📍Luogo: Sala de Bóvedas del Centro di Cultura Conde Duque
🗓️ Date: dal 23 gennaio al 12 aprile 2026