Madrid sta giocando un ruolo di primo piano nella presentazione di Lux, il nuovo album di Rosalía, uscito il 7 novembre. Prima il tumultuoso e improvvisato evento di Callao di un paio di settimane fa, ora la scelta di un gioiello architettonico per lo svolgimento di un’intervista.
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Un’intervista in cui parla del processo di creazione e del significato di questo quarto album e che ha rilasciato al giornalista Zane Lowe, figura chiave della scena musicale mondiale e direttore creativo di Apple Music.
L’aspetto rilevante non è stato solo il contenuto dell’intervista, ma anche il luogo in cui si è svolta: la corte della pelota di Beti Jai, un gioiello architettonico del patrimonio di Madrid.
Un palcoscenico ricco di storia per un album pieno di strati.

Il Beti Jai è testimone dei numerosi cambiamenti che Madrid ha subito dalla fine del XIX secolo. Fu inaugurato nel 1894 durante la febbre madrilena per la pelota basca, spinta in parte dalla passione della Casa Reale per questo sport. Il suo nome, che in basco significa “sempre una festa”, riflette lo spirito con cui è nato questo luogo, concepito come il grande teatro sportivo dell’epoca.
Il progetto, opera dell’architetto Joaquín Rucoba, si distingue per la sua singolare miscela di stili: architettura neomudejar, neoclassica e in ferro, una fusione che lo rende un esempio dell’estetica industriale di fine secolo.
Pochi decenni dopo la sua inaugurazione, la moda della pelota era in declino e il Beti Jai fu adattato a nuovi usi: concerti, raduni, officine, magazzini, fino a servire come stazione di polizia durante la Guerra Civile. Per più di un secolo è stato un luogo multifunzionale, spesso dimenticato, fino all’esproprio da parte del Comune di Madrid nel 2015 e al successivo restauro.
Da tempio dello sport a luogo di culto culturale

La scelta del Beti Jai da parte di Rosalía e Zane Lowe per un’intervista così intima e significativa non sembra casuale. Lo spazio, sopravvissuto all’oblio, alla speculazione e all’incuria, rappresenta in qualche modo la capacità di trasformazione che attraversa anche la carriera della cantante. Lux, con le sue 13 lingue, le orchestrazioni sinfoniche e i riferimenti mistici, è probabilmente (e questo, con Rosalía, si dirà quasi certamente a ogni nuovo album) la sua opera più ambiziosa fino ad oggi.
L’edificio, recentemente insignito del Premio Nazionale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Culturale 2025, è stato riportato al suo splendore originale grazie a un accurato lavoro di restauro che ne ha rispettato l’essenza.
Come visitare il campo di pelota di Beti Jai
A seguito di questa intervista mediatica, molte persone si chiedono come poter conoscere di persona questo luogo unico. La buona notizia è che il Beti Jai può essere visitato gratuitamente. È aperto dal martedì alla domenica e offre la possibilità di visitare sia la corte che il suo Centro di Interpretazione, dove è possibile conoscere la sua storia, i suoi diversi usi e i processi di restauro a cui è stata sottoposta.
Orari di visita:
- Dal 1° ottobre al 14 giugno: dalle 10:00 alle 14:00.
- Dal 15 giugno al 30 settembre: dalle 10:00 alle 18:00.
- Chiuso il 23 ottobre, il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Indirizzo: Calle del Marqués de Riscal, 7, Madrid (metro Rubén Darío o Alonso Martínez).