Il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza si espande: entro il 2032 avrà una nuova sede di 19.500 m² in via Duque de Medinaceli a Madrid, nel quartiere delle Lettere, e sarà dedicato principalmente all’arte del XXI secolo.
L’edificio scelto, che risale al 1922, era la sede del Palazzo del Ghiaccio e dell’Automobile – una costruzione all’avanguardia per l’uso del cemento armato – ed era in disuso dal 2007. E questo mercoledì il Ministero delle Finanze, proprietario dell’immobile, ha annunciato che lo cederà e si farà carico dei costi di ristrutturazione per trasformarlo in un nuovo grande spazio espositivo della capitale.
L’ampliamento, non a caso, aggiungerà al Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza 10.000 m². Una volta ristrutturato, avrà una superficie costruita di circa 19.500 metri quadrati, compreso «un cortile-giardino di 1.500 metri quadrati aperto a mostre ed eventi all’aperto», come riferisce lo stesso ministero.
«Laddove oggi c’è un edificio chiuso, vogliamo che domani ci siano mostre, scuole che organizzano laboratori, ricercatori al lavoro, restauratori che si prendono cura delle opere, concerti […] perché non vogliamo semplicemente un museo più grande; vogliamo un museo più utile», ha detto il ministro della Cultura, Ernest Urtasun, durante la cerimonia di presentazione.
Una sede dedicata all’arte del XXI secolo
Le opere che saranno esposte in questa seconda sede del Thyssen saranno principalmente di arte del XXI secolo e oltre 180 opere della Collezione TBA21 andranno ad arricchire la collezione grazie a una donazione di Francesca Thyssen-Bornemisza, fondatrice della Collezione TBA21 e figlia del barone, e dei suoi eredi.
Inoltre, concederà in prestito a lungo termine altre quasi 180 opere d’arte contemporanea: «Mio padre mi ha insegnato che una collezione non è un possesso, ma una conversazione con il mondo, è un bene che si tiene, per un breve periodo, in custodia», come dice Francesca.
In questa nuova sede verrà esposta anche la collezione d’arte del XXI secolo di Borja Thyssen e di sua moglie Blanca Cuesta, che comprende nomi del mondo dell’arte come Francis Picabia, Alex Katz, André Butzer, Ross Bleckner, Peter Halley e Kenny Scharf.