Tra la vasta offerta di mostre aperte a Madrid quest’estate, una delle esposizioni temporanee del Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza si distingue per aver messo a disposizione dei visitatori le opere di un’artista dalla visione molto personale, alla quale non era stata dedicata alcuna mostra monografica dalla sua morte, avvenuta nel 2021.
Carmen Laffón, nata a Siviglia nel 1934, è stata la seconda donna ad essere ammessa alla Reale Accademia di Belle Arti di San Fernando di Madrid come membro effettivo (nel 2000, detto così sembra di poco fa). Artista prolifica, non ha mai smesso di dipingere fin dalla sua prima adolescenza e , come spesso accade, nel corso della sua vita ha sperimentato diversi modi di affrontare i temi che sono sempre stati presenti nella sua opera, spingendosi persino verso la scultura.
Ecco perché la mostra temporanea ora aperta al Museo Thyssen si chiama«Variazioni». Dal suo punto di vista di attenta osservatrice, Laffón ha trovato «infinite variazioni di luce e tempo nel paesaggio, nel valore dell’intimo, nella bellezza della semplicità», come dice Paula Luengo, curatrice della mostra.
Nella retrospettiva si possono ammirare 77 opere dell’artista sivigliana. La mostra offre un percorso che va dai suoi oli e carboncini fino alle sue incursioni più recenti nella scultura. Le opere sono organizzate in nove sezioni, che includono sia i lavori giovanili che alcune delle sue ultime creazioni.
Le cose più semplici come fonte di ispirazione

Laffón riteneva che la sfida dell’artista fosse trovare un modo per cercare di «esprimere qualcosa di profondo, ma con poche parole». Si è prefissata il compito di accedere a quella profondità attraverso gli oggetti e i paesaggi del suo mondo più vicino, per poi rappresentarla, come diceva lei stessa, «con la più assoluta semplicità».
Questi oggetti e queste visioni che facevano parte della sua vita sarebbero diventati i protagonisti della sua riflessione artistica, inizialmente in chiave realistica, anche se la sua arte figurativa si è poi affinata avvicinandosi all’astrazione col passare del tempo. Ammiratrice di Chagall e Rothko, nella pittura di Laffón spiccano i contorni sfumati, le velature, le atmosfere intime e poetiche e l’uso sottile della luce e del colore.
Nei suoi primi anni, Laffón esprime il suo sguardo particolare sul mondo che le è accessibile. Dedica una serie, per esempio, alla sua bambola Marcelina. Ritrae la culla, la macchina da cucire, le saline, gli armadi, gli interni, i giardini e le nature morte composte da oggetti di uso quotidiano.
Anche il paesaggio è un tema ricorrente nella sua opera, in particolare quello del Coto de Doñana visto da Sanlúcar de Barrameda (Cadice), dove trascorreva le vacanze fin da piccola e dove avrebbe vissuto a lungo. Le variazioni di questo paesaggio col passare del tempo e il gioco della luce sarebbero sempre stati per lei fonte di ispirazione.
Dove siamo, orari e biglietti

La retrospettiva è visitabile nella sala delle mostre temporanee al piano terra del Museo Thyssen (Paseo del Prado, 8). Dal 1° luglio al 30 agosto, è aperta con orario estivo:
- Lunedì: chiuso ( l’ingresso gratuito generale del lunedì non include le mostre temporanee, ma solo la collezione permanente).
- Da martedì a venerdì e la domenica: dalle 10:00 alle 19:00.
- Sabato: dalle 10:00 alle 23:00 (con ingresso gratuito dalle 21:00 alle 23:00).
Fino alla chiusura, il 27 settembre, la mostra tornerà ai normali orari. L’unica differenza rispetto all’orario estivo è che da martedì a venerdì gli orari saranno dalle 10:00 alle 21:00.
Sul sito del museo puoi acquistare i biglietti che includono l’accesso sia a questa mostra temporanea che a quella dedicata a Ewa Juszkiewicz, oltre che alla collezione permanente e alla collezione Carmen Thyssen. Puoi anche prenderli al botteghino del museo stesso.
Inoltre, il Museo Thyssen offre tanti biglietti gratuiti o a prezzo ridotto per alcune categorie di visitatori (come i minori di 18 anni o chi ha la Tessera Giovani o l’Abbonamento Trasporti Giovani di Madrid). Questi biglietti ti danno accesso anche alle mostre temporanee, purché le visiti durante l’orario di apertura.