A dimostrazione di quanto sia importante il centro commerciale di La Vaguada, la sua stessa esistenza ha ispirato persino un romanzo. L’ha scritto Fernando San Basilio e l’ha intitolato, proprio, *Il mio grande romanzo su La Vaguada* (2010). Nel libro, un giovane madrileno disoccupato sogna di scrivere un libro su questo posto. Non sono piovuti molti altri romanzi, ma sì dei reportage che raccontano la sua costruzione: residenti arrampicati sulle gru, manifestazioni, dispute politiche e mezzo milione di visitatori nei primi quattro giorni di apertura.
Il 24 ottobre 1983, il sindaco Enrique Tierno Galván inaugurò Madrid-2, come si chiamava originariamente il centro commerciale del quartiere del Pilar. Era il primo di queste dimensioni a Madrid e uno dei pionieri in Spagna. Il suo arrivo introdusse un nuovo modo di fare acquisti, passeggiare e trascorrere il tempo libero, ma non tutti erano disposti ad accoglierlo a braccia aperte.
Sette anni di proteste contro La Vaguada

Per capire l’opposizione dei residenti bisogna tornare agli anni Sessanta, quando l’imprenditore José Banús costruì gran parte del quartiere del Pilar (non a caso, i quartieri lungo la M-30 prendono il nome dal cognome dell’imprenditore). Gli edifici sorsero a gran velocità, ma come spesso accade (e come sta accadendo anche adesso), i servizi pubblici non seguirono lo stesso ritmo. Mancavano scuole, centri sanitari, impianti sportivi e aree verdi.
I residenti speravano che uno degli ultimi grandi appezzamenti disponibili fosse destinato a quelle infrastrutture. Tuttavia, i terreni finirono nelle mani di un’impresa immobiliare francese che voleva costruire un gigantesco centro commerciale.
Nel 1976 nacque il movimento «La Vaguada è nostra», che per sette anni cercò di impedirne la costruzione. Ci furono manifestazioni, piantumazioni di alberi e accampamenti accanto alle ruspe.
Come riporta il giornalista Alfredo Pascual in un articolo pubblicato su El Confidencial, il conflitto mise alle corde anche il Comune di Tierno Galván. Anche se il sindaco si era opposto al progetto, cancellarlo avrebbe comportato risarcimenti milionari.
La pressione dei cittadini è riuscita a modificare parte dei piani iniziali e a riservare terreno per strutture pubbliche, anche se non tutte le previsioni urbanistiche si sono concretizzate.
Dalle proteste al mezzo milione di visitatori
Il progetto del centro commerciale ha visto la collaborazione tra l’architetto José Ángel Rodrigo e l’artista di Lanzarote César Manrique, noto per il suo modo particolare di integrare natura e architettura.
La Vaguada incorporava elementi allora poco comuni in uno spazio commerciale: grandi lucernari, giardini, cascate d’acqua, vegetazione abbondante e delle caratteristiche vele bianche sul tetto. Come ha spiegato Rodrigo a El Confidencial, molte di queste soluzioni rispondevano a esigenze pratiche, come proteggere l’interno dal caldo e sfruttare la luce naturale.
Alla fine, il centro fu inaugurato il 24 ottobre 1983, con Tierno Galván in testa a un corteo di autorità e imprenditori. Il giorno dopo aprì al pubblico e le aspettative furono superate di gran lunga.
Secondo una cronaca storica di Vaguada.es, mezzo milione di persone visitarono il centro commerciale nei primi quattro giorni.
Tra i negozi originali c’erano Alcampo, C&A, Galerías Preciados e McDonald’s. Per molti madrileni, quella visita rappresentò il primo contatto con un concetto commerciale che fino ad allora avevano visto soprattutto nei film stranieri.