Decine di persone si recano al Matadero con piccoli elettrodomestici e apparecchi guasti per evitare che finiscano nel cassonetto. Di fronte alla progressiva scomparsa delle officine di quartiere, un gruppo di riparatori volontari si riunisce al Repair Café per smontare, controllare e cercare di rimettere in funzione oggetti che i loro proprietari davano ormai per persi.
Questo spazio è un punto di ritrovo per chi preferisce “armeggiare” piuttosto che buttare via le cose. All’insegna del “diritto alla riparazione”, i volontari aprono gli involucri degli apparecchi, misurano le tensioni con i multimetri e cercano l’origine dei guasti. L’obiettivo è prolungare la vita utile delle cose che compriamo grazie a una buona manutenzione, sfidando la tendenza attuale che spinge a sostituire i prodotti al primo segno di malfunzionamento.
Pazienza e attrezzi contro i rifiuti elettronici
Sui banchi di lavoro si accumulano pezzi di ogni tipo. I vicini portano di tutto, dai lettori di dischi ai robot aspirapolvere. Una delle partecipanti ha deciso di portare un pulitore per piscine che aveva abbandonato da quasi tre anni; quando ha provato a collegarlo alla corrente e ha visto che non reagiva, ha deciso di portarlo dai volontari prima di buttarlo via definitivamente.
Per i membri dell’iniziativa, riparare è un’azione concreta per ridurre l’impatto ambientale. Come spiegano, spesso è più veloce o più semplice comprare un oggetto nuovo, ma un guasto minimo non dovrebbe essere un motivo sufficiente per non dare una seconda possibilità a un apparecchio. Riconoscono che oggi mancano servizi di assistenza tecnica commerciali accessibili, quindi colmano questa lacuna dedicando il proprio tempo a sistemare le cose degli altri.
Chi ha un oggetto rotto può passare al Repair Café ogni sabato, dalle 18:00 alle 20:00, per provare a ripararlo con l’aiuto del team di volontari. Attenzione però: non si terrà fino al 5 agosto perché anche i riparatori volontari di elettrodomestici (e chi non lo farebbe?) hanno diritto a un po’ di riposo.