Patrimonio Nacional pubblica un nuovo video sul suo Instagram in cui ci mostra i retroscena del lavoro di restauro dell’eremo di San Antonio de la Florida. Il progetto ha affrontato un restauro integrale che va oltre l’aspetto estetico: l’eremo sta per riaprire le porte al pubblico e lo farà restituendo protagonismo e luce agli affreschi di Goya.
All’interno del tempio, il restauro si concentra sulla protezione degli affreschi: a tal fine, è stato installato un moderno sistema di climatizzazione e una tecnologia di illuminazione a LED. La nuova illuminazione non solo preserva meglio gli affreschi di Goya dedicati a Sant’Antonio da Padova, ma esalta anche i colori e migliora la visione d’insieme.
All’esterno, i lavori si concentrano sulla copertura in piombo della cupola, sulle falde laterali, sul tetto in tegole, sulla falegnameria, su un nuovo sistema di isolamento e sull’eliminazione dei dislivelli per facilitare l’accesso alle persone con mobilità ridotta.
Grazie a questo lavoro di restauro, concordato tra la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, il Patrimonio Nazionale e il Comune di Madrid, l’eremo guadagna in luminosità e coerenza visiva. La data di riapertura non è ancora stata confermata dal Patrimonio Nazionale, ma l’istituzione annuncia già che è imminente.
Un altro recente restauro del Patrimonio Nazionale (questo è già aperto al pubblico)

Qualche giorno fa, Patrimonio Nacional ha aperto le porte di due stanze che, da tempo, erano chiuse al pubblico nel Palazzo Reale: si tratta del Reliquiario e dell’Antireliquiario della Cappella Reale.
Due sale che si intravedono dalla Cappella stessa o dalle vetrate dell’ingresso (situate nell’ala nord della Galleria del Patio del Príncipe), entrambi accessibili con il biglietto generale per la visita al Palazzo Reale.
All’interno, più di 365 reliquie, il rilievo in argento che Francesco Barberini regalò a Filippo IV (copia dell’originale di San Pietro in Vaticano), un certificato di autenticità di una reliquia di San Francesco d’Assisi che, si presume, si trovi sull’altare, oltre a quadri e tavole di Juan de Juanes, Luis de Morales, Luis Tristán…