La mostra NIKE. Design in Motion contiene momenti chiave della storia dello sport e della cultura popolare. Come la maglietta indossata da Rafa Nadal per giocare il suo ultimo Roland Garros nel 2024 o il cappellino originale (autografato) che Andre Agassi indossò a Wimbledon nel 1992. Si tratta di una mostra vivente, in costante crescita: di recente ha incluso nella sua collezione il modello Air Mag indossato da Marty McFly in Ritorno al futuro II o la Nike Cortez di Forrest Gump.
Durante il periodo natalizio, la mostra propone anche un’offerta speciale: un pacchetto duo a 27 euro pensato per visite a due voci, e un’opzione famiglia a 50 euro che invita a vivere l’esperienza in gruppo. Inoltre, solo fino al 7 gennaio, i bambini sotto i 12 anni entreranno gratuitamente.
218 leggendari modelli di trainer (un delizioso “buffet gratuito” per gli sneakerhead), oggetti d’archivio, fotografie storiche, prototipi e curiosità riempiono i tre piani della Casa de las Alhajas di Madrid. L’edificio modernista, sede di TeamLabs/, apre le sue porte al pubblico con questa mostra che è un viaggio ambizioso attraverso sei decenni di storia di Nike. E, quindi, attraverso sei decenni di design, sport, tecnologia… e cultura pop.
39 nuove aggiunte: Nike nel cinema e nella televisione

La mostra aggiunge un nuovo viaggio attraverso il lato pop di Nike con 16 Air Max, 16 modelli legati al cinema e 7 originali degli anni Settanta. In altre parole, 39 scarpe in totale che hanno lasciato il segno nel cinema e nella televisione. E, quindi, nell’immaginario collettivo mondiale, rivelando come una semplice scarpa da ginnastica possa diventare un’icona culturale.
I visitatori potranno incontrare le famose Cortez che accompagnano il simpatico Forrest Gump (1994) nel suo viaggio attraverso gli Stati Uniti; le futuristiche Air Mag, diventate un simbolo di innovazione da quando Marty McFly le indossa in Ritorno al futuro II (1989); o le Vandal High che danno carattere a Kyle Reese in Terminator ( 1984), rafforzando quell’aria cruda e urbana che definiva i film d’azione degli anni Ottanta.
Il percorso si collega anche a produzioni contemporanee come la serie Stranger Things, dove Nike è ancora una volta protagonista per consolidare il suo legame con la nostalgia degli anni Ottanta. Questi pezzi ci sono familiari per essere apparsi in scene memorabili… ma hanno anche contribuito a costruire personaggi, epoche e interi universi. La sneaker come oggetto culturale.
L’evoluzione di Nike attraverso i modelli iconici.
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Da quando Phil Knight e Bill Bowerman fondarono Nike il 1° maggio 1972 con l’obiettivo di creare le scarpe da ginnastica più leggere e con la migliore aderenza, il marchio si è evoluto dall’atletica alla conquista di molteplici discipline. La mostra ripercorre questo viaggio: dalla leggendaria suola Waffle, ispirata a un ferro da stiro, al boom degli anni ’80 e alle innovazioni del 2025, con modelli che trascendono lo sport per diventare icone culturali.
Al primo piano sono esposti prototipi storici come le Air Jordan e le Mercurial Vapor di Vinícius Jr. Inoltre, il kit di Carlos Alcaraz degli US Open di quest’anno o la maglia con cui Pau Gasol ha portato la Spagna a vincere l’Eurobasket ed è stato incoronato MVP del 2015. Oppure una maglia di Kobe Bryant che è pura storia del basket.
Al terzo piano di TeamLabs/ c’è un universo di rarità e collaborazioni dove la creatività non conosce limiti. Tra i pezzi di spicco:
- Scarpe da calcio progettate con intelligenza artificiale per Kylian Mbappé nel 2024.
- Una Nike Blazer firmata da Naomi Osaka
- La Nike con piattaforma firmata da Comme des Garçons
- L’Air Force 1 di LeBron James
- Air More Uptempo Denim x Serena Williams, disegnata da Wilson Smith (il primo designer afroamericano di Nike, nel 1996)
- Quelle disegnate da Virgil Abloh per il suo marchio Off-White.
Pop e piuttosto rap
Uno dei modelli più appariscenti, per dimensioni e forma, sono gli stivali alti Riccardo Tisci x Air Force 1 , molto apprezzati da Serena Williams, Rihanna e Naomi Campbell.
Nella mostra ci imbattiamo nell’origine di questo tipo di collaborazione con gli artisti: la Blazer (ovvero la più famosa scarpa da basket prima dell’Air Force 1) disegnata per Tom Petty nel 1982. Rosa, con lo Swoosh a scacchi. Pura fantasia. Nello stesso anno è stata creata anche una Special Make Up (SMU) dedicata a Elton John, una sorta di Boston Trainer in marrone, nero e con dettagli gialli.
Ci sono anche rarità(millennials, attenzione) come l’Air Force 1 disegnata dal rapper Nelly nel 2002 per il suo album Nellyville, l’album della leggendaria canzone Hot In Herre.
Una storia di donne
Sapevate che il simbolo della Nike, il famoso Swoosh, è stato disegnato da Carolyn Davidson? O che è stato l’arrivo della stilista Diane Katz nel team a far cambiare la strategia di Nike verso l’abbigliamento (e non solo le scarpe da ginnastica)?
Il marchio ha sostenuto fin dall’inizio sia gli atleti emergenti di sesso maschile che quelli di sesso femminile, in un’epoca in cui ciò non era nemmeno contemplato. È il caso della collaborazione di Nike con le Tennessee State Tigerbelles negli anni ’70, una staffetta composta, tra gli altri atleti, da Joan Benoit (che finirà per vincere la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici dell’84 nella prima maratona femminile).

