La mostra NIKE. Design in Motion presenta momenti chiave della storia dello sport e della cultura popolare. Come la maglia indossata da Rafa Nadal per giocare il suo ultimo Roland Garros nel 2024, il kit di Carlos Alcaraz per gli US Open di quest’anno o la maglia con cui Pau Gasol ha portato la Spagna a vincere l’Eurobasket ed è stato incoronato MVP nel 2015. Troviamo anche il cappellino originale che Andre Agassi indossò a Wimbledon nel ’92 (autografato) o una maglia di Kobe Bryant che è pura storia del basket.
Decine di scarpe da ginnastica (un delizioso “buffet gratuito” per gli sneakerhead), oggetti d’archivio, fotografie storiche, prototipi e curiosità invadono i tre piani della Casa de las Alhajas di Madrid. L’edificio modernista, sede di TeamLabs/, apre le sue porte al pubblico con questa mostra che è un viaggio ambizioso attraverso sei decenni di storia di Nike. E, quindi, attraverso sei decenni di design, sport e tecnologia.
L’evoluzione di Nike attraverso modelli iconici
Da quando Phil Knight e Bill Bowerman fondarono Nike il 1° maggio 1972 con l’obiettivo di creare le scarpe più leggere e con la migliore aderenza, il marchio si è evoluto dall’atletica alla conquista di molteplici discipline. La mostra ripercorre questo viaggio: dalla leggendaria suola Waffle, ispirata a un ferro da stiro, al boom degli anni ’80 e alle innovazioni del 2025, con modelli che trascendono lo sport per diventare icone culturali.
Al primo piano sono esposti prototipi storici come le Air Jordan e le Mercurial Vapor di Vinícius Jr, mentre al terzo piano di TeamLabs/ è esposto un universo di stranezze e collaborazioni in cui la creatività non conosce limiti. Tra i punti salienti:
- Scarpe da calcio progettate con intelligenza artificiale per Kylian Mbappé nel 2024.
- Una Nike Blazer firmata da Naomi Osaka
- La Nike con piattaforma firmata da Comme des Garçons
- L’Air Force 1 di LeBron James
- Air More Uptempo Denim x Serena Williams, disegnata da Wilson Smith (il primo designer afro-americano di Nike, nel 1996)
- Quelle disegnate da Virgil Abloh per il suo marchio Off-White.
Pop e piuttosto rap
Uno dei modelli più appariscenti, per dimensioni e forma, sono gli stivali alti Riccardo Tisci x Air Force 1 , molto apprezzati da Serena Williams, Rihanna e Naomi Campbell.
Nella mostra ci imbattiamo nell’origine di questo tipo di collaborazione con gli artisti: la Blazer (ovvero la più famosa scarpa da basket prima dell’Air Force 1) disegnata per Tom Petty nel 1982. Rosa, con lo Swoosh a scacchi. Pura fantasia. Nello stesso anno fu creata anche una Special Make Up (SMU) dedicata a Elton John, una sorta di Boston Trainer in marrone, nero e con dettagli gialli.
Ci sono anche rarità(millennials, attenzione) come l’Air Force 1 disegnata dal rapper Nelly nel 2002 per il suo album Nellyville, l’album della leggendaria canzone Hot In Herre.
Una storia di donne
Sapevate che il simbolo della Nike, il famoso Swoosh, è stato disegnato da Carolyn Davidson? O che è stato l’arrivo della stilista Diane Katz nel team a far cambiare la strategia di Nike verso l’abbigliamento (e non solo le scarpe da ginnastica)?
Il marchio ha sostenuto fin dall’inizio sia gli atleti emergenti di sesso maschile che quelli di sesso femminile, in un’epoca in cui ciò non era nemmeno contemplato. È il caso della collaborazione di Nike con le Tennessee State Tigerbelles negli anni ’70, una staffetta composta, tra gli altri atleti, da Joan Benoit (che finirà per vincere la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici dell’84 nella prima maratona femminile).



