Madrid ripercorre i suoi giorni più difficili attraverso una mostra al Retiro. La Montaña de los Gatos, quel misterioso monticello del Retiro che era quasi sempre chiuso, ospita fino al 30 aprile Madrid Resiliente, una mostra fotografica gratuita che ripercorre, dalle viscere della città, come Madrid ha affrontato Filomena, la pandemia, il grande blackout del 2025 o le piogge torrenziali degli ultimi anni.
La mostra è allestita all’interno della Montagna Artificiale del Retiro, un capriccio paesaggistico del XIX secolo oggi trasformato in sala espositiva, il che rende la visita un doppio programma: all’esterno, un insolito belvedere sul parco; all’interno, un piccolo bunker culturale dedicato alla memoria delle recenti crisi. Promossa dalla Scuola di Ingegneria Civile dell’UPM e curata da Irene Calvo, la mostra propone di guardare Madrid non tanto dai suoi monumenti, ma dalle infrastrutture e dalle persone che hanno tenuto in piedi la città quando tutto sembrava vacillare.
I giorni più difficili nella capitale

Alle pareti sono appese fotografie documentarie e d’autore di nomi come Rafael Trapiello, Manuel Revilla, Elvira Gómez Vila o Antonello Dellanotte, tra gli altri. Le immagini mettono in fila scene che sono ancora ben presenti nella memoria: strade e parchi sepolti dalla neve durante la tempesta Filomena, sottostazioni elettriche e squadre di emergenza durante il blackout del 28 aprile 2025, ospedali e reparti di terapia intensiva nel pieno della pandemia di Covid-19, gallerie e canali di scolo alle prese con piogge torrenziali, e anche il lato meno visibile delle minacce digitali che mettono alla prova la città.
L’esposizione è visitabile gratuitamente fino al 30 aprile, dal martedì al venerdì dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 17:00 alle 19:30, e il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 11:00 alle 14:00 e dalle 16:30 alle 19:30; il lunedì rimane chiusa. L’accesso più comodo è dalla porta O’Donnell del Retiro, da dove si arriva in pochi minuti alla Montaña de los Gatos seguendo le indicazioni. Inoltre, la mostra prevede un programma parallelo di visite tecniche, incontri e attività divulgative in collaborazione con il Comune e l’EMT, per far capire al pubblico come funzionano dall’interno quelle infrastrutture strategiche di cui ci ricordiamo solo quando smettono di funzionare.