In un’ansa del fiume Lozoya, vicinissimo alle mura di Buitrago, si nasconde una delle opere architettoniche più singolari della Comunità di Madrid: la cosiddetta Casa del Bosque.
A prima vista sembra un palazzetto rinascimentale preso dal Veneto e piantato in montagna; da vicino, si scopre che è un delicato esempio di ispirazione palladiana costruito nel bel mezzo del XVI secolo, quando l’idea della villa in campagna cominciava a diventare un simbolo di potere e raffinatezza. Ora, più di quattro secoli dopo, quell’edificio che ha affascinato un re e ha incuriosito storici e visitatori sarà ufficialmente protetto: la Comunità di Madrid ha avviato l’iter per dichiararlo Bene di Interesse Patrimoniale (BIP), nella categoria di Monumento, con la relativa tutela legale, mentre è in pieno restauro.
Una villa palladiana in chiave montana
La Casa del Bosque fu concepita come residenza di svago, un luogo appartato dal centro urbano, circondato da alberi, acqua e paesaggio, nella tradizione delle ville italiane che Andrea Palladio rese famose nel Cinquecento. La sua pianta, le sue proporzioni e il gioco dei volumi rispecchiano proprio quel linguaggio: simmetrie ben definite, una facciata scandita da aperture regolari, il corpo principale coronato da un tetto imponente e un rapporto studiato tra l’edificio e l’ambiente naturale.
La particolarità qui è che, invece di un paesaggio agricolo veneziano, la villa sorge nella Sierra Norte madrilena, tra pinete, prati e il corso del Lozoya.
Il palazzo che ha affascinato un re

La storia della Casa del Bosque è segnata dal fascino che suscitava nei monarchi che si spostavano tra i palazzi della sierra (El Pardo, La Granja, El Escorial) e i luoghi di caccia e di riposo. L’eleganza del suo design, l’integrazione con il bosco e il fiume e l’atmosfera di nobile ritiro l’hanno resa un luogo da visitare e un punto di riferimento, una sorta di piccolo laboratorio di architettura palaziale fuori dai circuiti più conosciuti.
Per secoli, però, l’edificio è rimasto più nell’ombra che nelle grandi narrazioni sul patrimonio. A differenza di altri palazzi reali aperti al pubblico, la Casa del Bosque è stata piuttosto un segreto condiviso tra esperti, residenti e qualche visitatore curioso. Il riconoscimento come Bene di Interesse Patrimoniale arriva per correggere, in parte, questa invisibilità e inserirla nella mappa ufficiale dei monumenti protetti.
Un nuovo Bene di Interesse Patrimoniale
La decisione della Comunità di Madrid di avviare il procedimento BIP per la Casa del Bosque ha conseguenze molto concrete. Da un lato, riconosce esplicitamente il valore storico, architettonico e paesaggistico dell’immobile: non è solo una bella casa in campagna, ma un monumento la cui conservazione è considerata di interesse generale. D’altro canto, attiva un regime di tutela: qualsiasi intervento futuro che preveda lavori, cambiamenti di destinazione d’uso o ristrutturazioni dovrà rispettare rigorosi criteri di tutela del patrimonio, sotto la supervisione dell’amministrazione.
L’annuncio arriva insieme alla pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Comunità di Madrid (BOCM), il passo amministrativo che avvia il processo di dichiarazione. Da quel momento si apre un periodo di informazione e osservazioni, si delimita l’area di tutela e si stabiliscono le condizioni specifiche che garantiranno l’integrità dell’edificio e il suo rapporto con il paesaggio circostante.