Coprire o non coprire: questo è il dilemma. Il dibattito su quale sia il modo migliore per conservare il Tempio di Debod non è affatto nuovo. Il monumento egizio, che risale al II secolo a.C., è esposto alle intemperie nella sua attuale collocazione nel Parco della Montaña dal 1972. Fu allora che il governo egiziano lo donò alla città di Madrid, dove fu ricostruito pietra per pietra e aperto al pubblico.
Per decenni, il tempio è stato esposto alle intemperie, che a Madrid, come ben sai, sono piuttosto variabili: pioggia, neve, freddo, caldo e altri sbalzi di tempo, oltre a inquinamento, graffiti e atti vandalici. La situazione del monumento ha spinto gli esperti a denunciarne le condizioni di conservazione e, a maggio di quest’anno, ha portato il Madrid Foro Empresarial a indire un concorso di idee per la tutela del Tempio di Debod.
«Volevamo creare uno spazio per riflettere su come proteggere e conservare il Tempio di Debod senza perdere ciò che lo rende unico», ha spiegato il presidente del Madrid Foro Empresarial, Hilario Alfaro. Il 16 ottobre, l’associazione ha annunciato il vincitore del primo premio (del valore di 7.500 €): Eduardo Alonso Tejedor, uno studente di 23 anni iscritto al Master in Architettura presso la Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Granada.
In totale, il bando indetto dal Madrid Foro Empresarial ha ricevuto 25 proposte, tra cui la giuria ne ha selezionate altre due, oltre a quella di Eduardo Alonso. Il secondo premio, di 5.000 €, è andato allo Studio Lamela (uno degli studi di architettura più famosi in Spagna), mentre il terzo, di 2.500 €, è stato assegnato ai giovani architetti Antoni Medina García e Carmen Fernández Trebacz.
Una copertura vetrata e reversibile per il Tempio di Debod

La proposta di Eduardo Alonso si intitola «Memoria sospesa» e consiste nella creazione di un edificio-ponte lineare con un nuovo spazio museale e una copertura leggera che mirerebbe a proteggere il monumento senza togliergli protagonismo né alterarne il rapporto con l’ambiente circostante.
Sui social, lo studente ha descritto la sua idea come «una strategia a impatto zero, reversibile e basata sulla complessa memoria del tempio, che mira a restituire al monumento la sua dignità e il suo significato storico». Nelle sue stesse parole, ha accolto il riconoscimento come «un vero sogno per chi sta muovendo i primi passi nella professione». Madrid Foro Empresarial sta ora valutando se organizzare una mostra con le diverse proposte presentate al concorso.
Eppure, non sembra che la copertura del Tempio di Debod sia una realtà imminente, almeno per il Comune di Madrid. L’anno scorso, la direttrice generale del Patrimonio della Comunità di Madrid, Elena Hernando, ha dichiarato che il tempio era in «buono stato» e che non c’era «una raccomandazione esplicita» che indicasse che la copertura del monumento fosse «qualcosa di necessario, né tantomeno opportuno».
Sempre nel 2025, l’assessore alla Cultura, al Turismo e allo Sport, Marta Rivera de la Cruz, ha assicurato che il monumento «viene sottoposto a controlli periodici per intervenire in caso di necessità, ma da parte del Comune la possibilità di coprire il tempio non viene nemmeno presa in considerazione».