Il fatto che gli abitanti di Madrid siano conosciuti come “gatti” è una peculiarità facilmente estendibile al carattere stesso della città: la capitale è, anch’essa, un animale notturno. Lo dimostra la popolarità di cui hanno goduto i cocktail bar a Madrid, che vanta locali emblematici come il Museo Chicote. Una popolarità che stanno (ri)conquistando oggi, in gran parte, grazie alla capacità di saper leggere e adattarsi alle nuove tendenze.
Sono ormai lontani i tempi in cui i locali che offrivano cocktail di qualità si potevano contare sulle dita di una mano e in cui il consumo era, per lo più, notturno: il “tardeo” ha fatto irruzione con forza nel nostro vocabolario, così come prima nei nostri abitudini. In questa nuova scena dei cocktail assumono importanza ingredienti come l’innovazione o il tocco personale di ogni autore, un aspetto di cui Madrid può vantarsi: vanta il Miglior Bartender World Class di Spagna 2021.
Alcuni lo considerano un’arte; altri, una forma di artigianato. E, in misura maggiore o minore, anche una disciplina con un certo senso dello spettacolo. Comunque sia, in questo articolo facciamo una carrellata di alcuni dei cocktail bar di Madrid che, con le loro creazioni, rendono la capitale un punto di riferimento da tenere d’occhio sulla mappa della mixologia.
Angelita

Il seminterrato del ristorante Angelita ospita il Miglior Cocktail Bar d’Spagna 2021 secondo Fibar, la fiera più importante del settore nel nostro Paese. In sei anni di attività, il cocktail bar guidato da Mario Villalón ha ottenuto questo riconoscimento in altre due occasioni. I suoi cocktail artigianali, con prodotti freschi di stagione che proviene dal suo orto a Litos (Zamora) – da dove provengono, ad esempio, i pomodori dei suoi famosi Bloody Mary –sono una tappa imperdibile in un contesto in cui distinguersi non era facile: nella stessa strada si trovano altri due cocktail bar di riferimento come Cock e Del Diego.
Isa

Isa è la proposta in stile speakeasy del Four Seasons Hotel Madrid. Lo spazio articola diverse atmosfere che convergono in un imponente bancone circolare.
Miguel Pérez è alla guida di un cocktail bar d’autore premiato a livello internazionale, caratterizzato da miscele minimaliste di grande complessità. L’offerta di bevande è ravvivata da guest shift di barman ospiti e da una selezione di sakè e whisky giapponesi. Se puoi ordinare un solo cocktail, che sia l’Ice Ice baby: fresco, fruttato e leggero, ma che potrebbe anche essere un dessert.
La cucina propone una reinterpretazione dello street food asiatico con tecniche contemporanee. L’offerta spazia da una sezione raw con sashimi e sushi platter a carni e pesce alla griglia, per culminare nel menu degustazione “Viaggio in Asia“, oltre alle proposte specifiche di ogni stagione.
1862 Dry Bar

1862 Dry Bar, dall’aspetto classico e con un menu che punta soprattutto sui cocktail tradizionali – ma senza rinunciare a proposte nuove –, ha aperto i battenti nel maggio 2012 a Malasaña. Il suo nome è un doppio riferimento: all’anno in cui è stato costruito l’edificio in cui si trova e al primo ricettario di Jerry Thomas, “How To Mix Drinks”, considerato il padre della mixologia moderna. Per due anni consecutivi la sua bravura gli ha permesso di entrare nella classifica “The World’s 50 Best Bars”.
Salmón Gurú
Fin dalla sua apertura, il famoso cocktail bar nel quartiere delle Letras ha fatto notizia e regalato grandi soddisfazioni al suo team fondatore, guidato dal celebre mixologo Diego Cabrera. Inserito nella lista dei World’s 50 Best Bars, Salmón Gurú ha rinnovato il suo menu con 30 nuove creazioni, suddivise in sei categorie fantasiose, che rispondono a nomi come Salmo Salar (nella foto) con gin Sip Smith, Konjac, succo di limone e soda al pompelmo. I nuovi cocktail fondono storie provenienti da India, Grecia, Egitto o Messico. A completare l’effetto scenografico, un insolito mix di ingredienti che traboccano di fantasia in bicchieri artigianali davvero incredibili.
Cocktail Bar Savas

A metà strada tra la taverna tradizionale e il cocktail bar più moderno, Savas è un punto d’incontro per edonisti e amanti del buon bere. Ci sono pochi cocktail bar a Lavapiés, Savas è uno di questi. Ci sono pochi cocktail bar con un prezzo così competitivo, Savas è uno di questi. E per coronare il tutto: secondo la giornalista Ángeles Caballero è il miglior bar di Madrid.
Momus

Un teatro liquido e un’ode al dio della mitologia greca (Momus) che rappresenta il sarcasmo: così si definiscono Alberto Fernández, Laura Perea ed Emilio Rodríguez. Questo cocktail bar di Chueca è una sorta di alta gastronomia trasferita alla mixologia: il loro modus operandi consiste nel rivisitare e reinventare i cocktail classici utilizzando tecniche più tipiche dei fornelli che dei bar.
Un esempio? L’Espresso Martini, preparato con uno sciroppo di lamponi cotto a pressione per più di sei ore.
Bad Company 1920

Non ti piace l’epoca in cui sei nato? In questa vita c’è una soluzione per (quasi) tutto e Bad Company 1920 funziona come una DeLorean. Ritorno al pieno Proibizionismo e benvenuta l’opportunità di scoprire gli speakeasy (un tipo di locale clandestino nato a New York dove si consumava alcol: dall’esterno sembrava un locale anonimo, mentre all’interno era un bar). Non a caso, i cocktail arrivano in contenitori che seducono e invitano a pensare che siano qualsiasi cosa: il berretto dei Peaky Blinders o il proiettile di Lancelot ne sono ottimi esempi.
Ti servirà una password per entrare. Indizio: la cambiano ogni mese e la pubblicano sul loro Instagram.
Santamaría

A Santamaría, inaugurato nel 2010 da Julio de la Torre, si distingue per la sua ospitalità. Anche la sua posizione rende unico questo cocktail bar situato nel quartiere di Malasaña, poiché si tratta di un ex bordello riconvertito. All’interno spicca il bancone in legno rifinito in pelle, da cui vengono serviti quelli che sono considerati i migliori gin tonic di Madrid.
La loro offerta rivisita i cocktail classici adattandoli al XXI secolo e li completa con altri d’autore, tutti curati fin nei minimi dettagli. Ne è prova la cura con cui trattano i blocchi di ghiaccio cristallino che producono recuperando una tecnica del XIX secolo. Santamaría è anche conosciuto come “Il bar della porta accanto”, grazie al ristorante La Tasquita de Enfrente, il locale con cui è attaccato.
Del Diego Cocktail Bar

Il creatore del Del Diego Cocktail Bar non è altro che Fernando del Diego, diventato un barman di fama internazionale dopo essersi fatto le ossa come apprendista da Perico Chicote, il bar più famoso della Madrid del dopoguerra. Il locale del suo allievo, aperto dal 1992, è attualmente gestito dai suoi due figli, David e Fernando. Ha uno dei menu più ricchi, in cui non manca nessun classico, dal Dry Martini al White Russian.
L’eleganza è il segno distintivo di Del Diego, che ti trasporta nella Grande Mela newyorkese con i suoi cocktail e anche con il suo locale, insignito di diversi premi per il design d’interni, come quello assegnato dal Comune di Madrid.
Mezcaloteca Corazón Agavero

Questa mezcaloteca incarna la tradizione della bevanda messicana. I suoi proprietari, Wilmer Yajamín e Felicia Covone, si sono lasciati trasportare da questa passione dal Messico, il loro paese natale, fino al cuore di Madrid. Ora portano in città le migliori marche di oltre 300 distillati messicani come il mezcal, la raicilla o la charanda. Uno dei loro obiettivi è quello di sradicare l’idea del tequila come bevanda da sorseggiare da sola, proponendolo in cocktail per tutti i gusti.
Il locale è il posto ideale per qualsiasi appassionato, poiché offre esperienze per imparare a distinguere le diverse bevande. Inoltre, importano la cultura messicana anche nel loro menu, dove si possono gustare tutti i tipi di piatti tipici.
Glass Bar

Il terzo miglior cocktail bar del mondo nel 2022 è stato il Bar Sips secondo la lista dei The World’s 50 Best Bars, per fortuna non c’è più bisogno di andare a Barcellona per godersi questo bar eccezionale. Simone Caporale e Marc Álvarez, proprietari del cocktail bar, hanno aperto alla fine del 2022 uno spazio all’interno dell’Hotel Urban di Madrid con il nome Glass by Sip.
Ispirato agli anni ’20, questo nuovo locale di riferimento nella scena dei cocktail madrilena serve alcuni classici con tocchi sperimentali, come il Negroni con ghiaccio che non si scioglie, e altre bevande che potrai provare solo qui. Un altro esempio: il Primordial: whisky con porto e pera servito in un contenitore a forma di mani unite.
Jack’s Library

Jack’s Library è uno speakeasy: quello che a prima vista sembra una libreria con una luce sospettosamente fioca e calda, piena di piante e candele, è in realtà una delle ultime aperture nel mondo dei cocktail del 2022. Il suo fondatore, Murray MacDonald, uno scozzese che da dieci anni prepara cocktail a Madrid, gestisce anche il locale adiacente, Ficus, di ispirazione africana.
Bar Cock
Un secolo di vita notturna on the rocks a Madrid è una storia lunga. Ancora di più se i tuoi fondatori si chiamano Emilio Saracho e Perico Chicote (un altro dei grandi nomi della notte madrilena). Fin dagli anni ’20, l’imponente camino e gli altissimi soffitti di questo tempio distopico dall’aria britannica hanno visto sfilare tutte le celebrità che, almeno una volta nella vita, hanno deciso che Madrid era la città migliore del mondo per vivere le albe più incredibili.
Dominguín, Mihura, Almodóvar, Dalí, Audrey Hepburn, Ava Gardner, Frank Sinatra, Harrison Ford… Da allora, il Cock ha coccolato la sua leggendaria clientela internazionale di intellettuali, politici, star del cinema e amanti dell’arte con una formula infallibile: una cocktail bar classica senza fronzoli, famosa per i suoi gin tonic impeccabili e l’eleganza intramontabile dei suoi camerieri.