Nel 2026 entrano in vigore due settimane aggiuntive di congedo retribuito per la cura dei bambini nati dall’agosto 2024, legate all’estensione del congedo per la nascita e la cura dei bambini approvata dal regio decreto legge 9/2025. Non si tratta di un congedo isolato, ma della parte flessibile dell’ampio pacchetto di 19 settimane per genitore (32 nelle famiglie monoparentali) già previsto dalla normativa e che può essere esteso fino al compimento degli otto anni del bambino.
Nel 2026 si inizierà ad applicare concretamente l’uso flessibile di queste due settimane aggiuntive di cure parentali. A partire dal 1° gennaio 2026, madri e padri potranno iniziare a richiedere questo periodo aggiuntivo, che si aggiungerà alle consuete settimane di congedo parentale, con la stessa tutela e un’indennità che copre il 100% della base normativa, proprio come il resto del congedo. Inoltre, nelle famiglie monoparentali, l’estensione non è di due, ma di quattro settimane di congedo retribuito.
Potranno usufruire di queste due settimane aggiuntive coloro che hanno figli nati, adottati, in affido a scopo di adozione o affidati dopo il 2 agosto 2024; in altre parole, anche coloro che sono già genitori ora, purché l’evento causale sia successivo a quel giorno. Il diritto può essere esercitato fino al compimento dell’ottavo anno di età del bambino, il che consente di riservare queste settimane ai momenti di maggiore necessità di assistenza (adattamento scolastico, cure mediche, ecc.).
Come vengono utilizzate queste due settimane

Le due settimane aggiuntive non devono essere prese di seguito o subito dopo il parto. Vengono utilizzate in periodi settimanali, continui o interrotti, fino al compimento degli otto anni del bambino, in modo che il congedo possa essere “spezzettato” in base alle esigenze della famiglia, sempre in accordo con il datore di lavoro. Come il resto del congedo, può essere richiesto a tempo pieno o a tempo parziale, previo accordo, il che apre la porta a soluzioni molto flessibili di conciliazione vita-lavoro (ad esempio, combinando lavoro a tempo parziale e singole settimane di congedo intensivo).
La Sicurezza sociale ha lanciato una campagna specifica affinché i genitori sappiano come richiedere queste due settimane extra e non le perdano per ignoranza. Secondo l’INSS, la richiesta si effettua online attraverso il portale delle prestazioni, con un preavviso massimo di 15 giorni rispetto all’inizio del periodo di congedo, e anche l’azienda deve essere informata con almeno 15 giorni di anticipo per poter rilasciare il certificato con le date di inizio e fine. Questa procedura può essere effettuata direttamente dal beneficiario o tramite un rappresentante autorizzato, il che è utile se si preferisce incanalare il processo attraverso consulenze o agenzie.
Questo congedo non è un’indennità una tantum o un bonus, ma un orario di lavoro retribuito e protetto: le settimane aggiuntive sono retribuite come il resto del congedo per il parto e la cura dei figli, con un’indennità pagata dalla Previdenza sociale e il mantenimento della registrazione.