Il segreto (se c’è) di Flor sta nella sua capacità di unire tre passioni – tutte che iniziano con la “v” – in un unico spazio. La prima “v” sta per i vinili, che sono l’anima musicale del locale. Non ci sono playlist impersonali; la colonna sonora è scelta con cura e il crepitio di un disco che gira crea un’atmosfera accogliente: i dischi finiscono e vengono rimessi. La musica avvolge le conversazioni e ai commensali più appassionati di musica è permesso tornare a quelle canzoni: hanno le loro playlist su Spotify.
La seconda “v” sta per i vini naturali, una scommessa sull’autenticità e il rispetto del prodotto. Vini fatti con il minimo intervento possibile, come quelli della cantina Vinyaters. La carta dei vini di Flor è composta da un’accurata selezione di etichette che accompagnano alla perfezione la sua proposta gastronomica. Questo è comprensibile se si sa che Cadu Gasparini proviene da Gota, tempio di riconoscibile lignaggio tra gli amanti dei vini naturali.
La terza “v” ci porta al centro della sua cucina: le verdure di stagione. Il menu di Flor rende omaggio ai prodotti dell’orto, dando loro un ruolo di primo piano e dimostrando che un piatto a base di verdure può essere all’altezza di qualsiasi altro composto da proteine animali. È come se fosse un gioco o una sfida che Cadu Gasperini si pone: “scommetto che non riesci a fare un piatto solo con i piselli”, sembra dirsi. E ci riesce, brillando e distinguendosi con degli agnolotti ripieni di piselli, con crema di piselli, con germogli di piselli…
Cucina stagionale di alto livello
Quando si va al Flor, lo si fa sapendo di affidarsi al suo chef. È un menu degustazione? È un menu del giorno? È un ristorante vegetariano? Né sì né no, ma proprio il contrario. Il concetto è quello di un menu italiano – per via delle origini dello chef – al prezzo di 60 €. Il menu, come non potrebbe essere altrimenti, è stagionale e noi abbiamo provato piatti come i già citati piselli o una polenta con ricotta e salicornia.
La tecnica e la conoscenza delle materie prime di Cadu fanno sì che non ci si soffermi su un solo piatto, ma sugli elementi che lo compongono, come la castagna marinata che accompagna la pastinaca. Una dimostrazione di carattere, tecnica e personalità, in fin dei conti.
La magia di Flor, o il segreto di cui parlavamo prima, sta nella perfetta armonia dei suoi tre pilastri. Si tratta di un ristorante dove ogni dettaglio, dalla musica che si ascolta all’ultimo boccone, finisce per cristallizzarsi in una certezza: Flor è una delle aperture più divertenti della stagione. Ha aperto a dicembre lontano dai riflettori gastronomici (nel quartiere dei metalli) e Cadu e il suo team parlano molto della voglia dei commensali di prolungare il dopocena. Il locale invita a restare.