Raramente la storia di come è nata una mostra ne definisce così fedelmente lo spirito come nel caso della mostra gratuita di radio antiche che si può visitare a Torreón de Lozoya (Piazza San Martín, 5), a un’ora da Madrid. Gran parte del segreto sta proprio nel titolo: Scatole che parlano: ricordi della radio nel XX secolo. Collezione De Andrés-Martín.
Questi cognomi parlano di concretezza, del fatto che gli apparecchi appartengono a qualcuno che li ha collezionati, curati e conservati e grazie alla cui “generosità” e “complicità” è stato possibile realizzare questa mostra per il piacere di tutti coloro che vengono a visitarla, chiarisce la Fondazione Torreón de Lozoya.
Dicevamo che questo dettaglio riflette fedelmente lo spirito della mostra, dato che fa una rassegna e un omaggio agli apparecchi radiofonici soprattutto da un punto di vista emotivo, senza però tralasciare il rigore storico e tecnico, che fanno anch’essi parte del discorso espositivo.
Come dice Pedro de Andrés, co-proprietario della collezione e curatore della mostra: “La mia passione per il collezionismo nasce dalla nostalgia. Ho ricordi degli apparecchi radiofonici che c’erano a casa mia: la sensazione che provavo da bambino davanti a quella grande radio illuminata da cui uscivano musica e parole. Era magico!”.
Centinaia di radio, centinaia di usi

La mostra è composta da una accurata selezione di 150 modelli di radio e transistor della Collezione De Andrés-Martín, che vanno dagli inizi degli anni Venti fino agli anni Settanta e provengono da origini molto diverse: Olanda, Francia, Stati Uniti, Germania, Lettonia, Svezia, Giappone, Italia…
Anche i loro usi sono stati molto vari nel corso del tempo. Ad esempio, negli hotel e negli ospedali c’erano modelli che funzionavano a gettoni o token e rendevano più piacevole o divertente il soggiorno degli ospiti e dei pazienti. Durante la seconda guerra mondiale sono stati usati a fini propagandistici e negli anni ’50 sono apparse le radio scolastiche per diffondere l’alfabetizzazione, soprattutto nelle zone rurali.
La mostra è particolarmente interessante per capire il ruolo e l’evoluzione di apparecchi che molte generazioni hanno conosciuto solo come un elemento in più nel salotto dei nonni, nelle serie televisive d’epoca o, in eventi più recenti, durante lo storico blackout avvenuto lo scorso 28 aprile 2025, quando erano l’unico mezzo attraverso il quale era possibile informarsi.
Date e orari della mostra di radio antiche

La mostra aprirà il prossimo 13 febbraio, in concomitanza con la Giornata mondiale della radio, e sarà visitabile fino al 12 aprile con il seguente orario:
- Da martedì a venerdì: dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 19:00.
- Sabato, Giovedì Santo e Venerdì Santo: dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 20:00.
- Domenica: dalle 10:00 alle 14:00.
- Lunedì chiuso.