Mentre da un lato veniva distrutta per sempre una parte fondamentale dell’eredità di Antonio Palacios e del patrimonio industriale dei madrileni, dall’altro si organizzavano mostre e tributi in onore dell’architetto e per ricordare, stranamente, altre sue opere ormai scomparse. La conclusione rimane la stessa: la demolizione delle storiche Cocheras de Cuatro Caminos – effettuata tra febbraio e giugno 2021 – era illegale prima della sua esecuzione e continua ad esserlo anche dopo.
Questo è stato confermato per la seconda volta dal Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid (TSJM) in risposta a un ricorso presentato dal Comune della capitale, dalla Comunità di Madrid, dalla Metro e dalla Società Cooperativa Residenziale Metropolitan, nel tentativo di portare avanti un progetto di costruzione di diversi edifici e di un grattacielo che avrebbe sostituito le rimesse ormai scomparse.
Con questa sentenza, la giustizia dà nuovamente ragione all’Associazione per la difesa del patrimonio storico, artistico, culturale, sociale e naturale della Comunità di Madrid (MCYP) e a Ecologistas en Acción, che difendevano la protezione di queste strutture del 1919, opera dell’architetto galiziano e pionieristiche nel campo del trasporto ferroviario nel mondo:
In questo senso , nel corso degli anni si sono espressi anche gruppi di residenti come Corazón Verde de Chamberí o Parque Sí en Chamberí, e si è persino creato un sito web –Salvemos Cuatro Caminos. Piattaforma per un Museo della Metropolitana nelle Cocheras Storiche di Antonio Palacios –in cui si spiega l’importanza della sua conservazione e protezione e la problematica del fallito progetto urbanistico.
Qual è il futuro delle ormai scomparse Cocheras de Cuatro Caminos?

La “vittoria” in tribunale non può che essere agrodolce: sebbene se ne riconosca l’importanza, la perdita del patrimonio industriale e culturale è irreversibile.
Tuttavia, sia MCYP che Ecologistas en Acción chiedono che si assumano le responsabilità: “Il progetto delle Cocheras de Metro a Cuatro Caminos è sempre stato illegale fin dall’inizio, e quindi anche la demolizione lo è stata, poiché è stata concessa senza legittimità: chi ne risponde?”.
Per rimediare al danno, per quanto possibile, chiedono che venga recuperato “lo spazio che non avrebbe mai dovuto essere demolito per valorizzare il complesso della metropolitana” e suggeriscono, inoltre, che vi sia ospitata “la collezione storica unica al mondo che la compagnia [Metro] custodisce”.
Il piano del Comune di Madrid, però, sembra andare in un’altra direzione: secondo quanto riportato da El Economista, il responsabile dell’Urbanistica, Ambiente e Mobilità, Borja Carabante, nonostante il no della giustizia, stanno già parlando con i residenti per “lavorare a una nuova pianificazione che permetta di conciliare la necessità di rispettare quanto previsto dal Piano Generale in quel lotto”.