Tetsu(鉄) significa “ferro” in giapponese ed è il nome con cui i giovanissimi chef João Kather (21 anni, Brasile) e Miguel de Aguilar (19 anni, Madrid) hanno deciso di battezzare il loro ristorante nella capitale: una proposta che ruota attorno a un bar in stile teppanyaki – uno stile di cucina giapponese in cui i piatti vengono preparati su una piastra di ferro – per 22 commensali.
La traiettoria fulminante del ristorante (Calle Marqués de Villamagna, 1) nel panorama gastronomico madrileno è forse in parte spiegata dal fatto che non si tratta del “tipico” teppanyaki: “Lo portiamo a un livello molto più gastronomico, con un menu breve di 10-15 piatti, specialità del giorno e il meglio della stagione“, sottolineano.
A meno di un anno dall’apertura, la Guida Michelin lo ha inserito nella sua prestigiosa lista come una delle grandi scoperte del settembre 2025, sottolineando le “incredibili capacità” di questi chef, formatisi al Mom Culinary Institute di Madrid.
Cosa (e come) si mangia al Tetsu?

La proposta di Kather e Aguilar si basa non solo sul prodotto, ma anche sulla provocazione di sensazioni: in particolare, quella di sentirsi a casa mentre lo chef prepara ogni piatto sul posto, davanti ai commensali stessi.
Si può optare per il menu omakase (al prezzo di 90 euro, con un’opzione di abbinamento vini a 50 euro) o scegliere tra i piatti della carta, come la tartara di picaña stagionata (una tartare di pesce condita con il suo stesso grasso e un’emulsione di fava tonka), il branzino con cocido madrileño o, nella sezione dessert, il dango alla vaniglia con caramello al sesamo nero.
Orari di apertura di Tetsu

Tetsu è aperto dal mercoledì alla domenica nei seguenti turni:
- Pasti: dalle 13 alle 15:30.
- Cena: dalle 20 alle 22:30.
Ristoranti di Madrid da inserire nella Guida Michelin 2025

Oltre a Tetsu, altri due ristoranti di Madrid sono entrati in questa prestigiosa lista. Uno di questi è El Brote (Calle de la Ruda, 14) – di cui vi abbiamo parlato in questo articolo –: un locale piccolo e accogliente dove i funghi, il rispetto per un prodotto di altissima qualità e la vicinanza di Pablo Roncal, Eduardo Anton e Álvaro de la Torre sono i protagonisti.
L’altro ristorante riconosciuto è Corsario Madrid (calle de Tamayo y Baus, 1), di cui la guida sottolinea, oltre all’arredamento elegante, la proposta gastronomica dello chef cubano Liván Valdés per la difesa di “una cucina dalle radici mediterranee che gioca con i sapori locali e con quelli della montagna madrilena”.